La scure dei commissari sui servizi ritenuti non fondamenti motivata dalla necessità di far quadrare i conti del bilancio potrebbe riguardare anche gli Spazi cuccioli. Sono nove strutture tra centro storico e terraferma, di cui due gestite direttamente dal Comune e sette date in appalto a cooperative – oltre ad altre due strutture in convenzione – i cui contratti scadranno a luglio. Gli spazi cuccioli accolgono bambini dai 12 ai 36 mesi, per mezza giornata. Sono le strutture alle quali molto spesso si rivolgono famiglie che non trovano spazio negli asili nidi – dove i bimbi possono stare fino al pomeriggio – p che comunque scelgono per la mezza giornata. Secondo dati della Uil sono circa 150 i bambini e 40 le operatrici interessate e che aspettano una risposta dal Comune: per ciò che riguarda i sette spazi cuccioli dati in appalto alla cooperative (Altobello, Ca’ Bianca, Piccolo principe, San Giorgio in Bosco, Sbirulino, Trilli e XXV Aprile) resta da capire cosa succederà a settembre: saranno rinnovati i bandi per affidare gli appalti, il comune deciderà di passare a gestione diretta o deciderà – ipotesi più remota ma non impossibile – di chiuderli ritenendo sufficienti i posti coperti dagli asili? È la domanda che si fanno soprattutto le dipendenti delle cooperative, ma anche le famiglie. Dal comune infatti, nonostante le richieste di informazioni da parte dei sindacati, non sono arrivate risposte. La determina che prelude ai bandi per l’assegnazione di servizio è già stata preparata dal direttore delle Politiche educative, Marzio Celesin, ma da alcuni giorni si trova ferma in ragioneria, dove si sta valutando l’impatto economico della spesa e la sua ricaduta su un bilancio ancora tutto da risanare. «La preoccupazione del personale è evidente dopo l’ultima decisione del comune di gestire in proprio l’asilo di S. Pietro in Volta causando la perdita secca di sette posti di lavoro», commenta Pietro Polo della Uil, il sindacato che con l’Usb sta seguendo la partita. «Dalle prospettive del bilancio comunale e dalla poca attenzione avuta per questi servizi, è evidente la preoccupazione per quanto riguarda sia la continuità delle attività sia la sicurezza del posto di lavoro», sostiene ancora Polo, «già dal mese di ottobre si è avviato un percorso di verifica della situazione e delle prospettive richiedendo un incontro urgente con il commissario straordinario e i sub commissari che hanno delega in materia. E da quel che sappiamo oggi risulta tutto immobile.