Il Gazzettino, 1 giugno 2019

SERVIZI VENEZIA Quello di giovedì scorso è stato un incontro unitario richiesto dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil per avere delucidazioni sulla fusione delle due principali Ipab (con più di 2mila assistiti e oltre 1000 dipendenti complessivi) a livello comunale: l’Ire di Venezia e l’Antica Scuola dei Battuti di Mestre. Notizia circolata già all’inizio di quest’anno, dopo un iter che, avviato verso la fine del 2018, porterà le due realtà a costituirsi si prevede entro il 2019 in un unico ente. Come d’altronde già avvenuto con la fusione del Coletti all’interno dell’Ire e della Colonia Alpina San Marco all’interno dell’Istituzione Veneziana Servizi alla Persona.Un’Ipab (istituti pubblici di assistenza e beneficenza) più grande, quella che verrà a crearsi, con un’economia di scala più ampia capace di dar vita ad un servizio migliore, con più attività, senza aumentare i costi a carico di ospiti e assistiti. «Ai lavoratori saranno garantite le stesse condizioni attuali, di mantenimento dello status giuridico di dipendente pubblico il commento di Giovanni Zennaro, Uil-Fpl così come quello dello statuto che hanno questi enti». Insomma, si può dire che la fusione non cambi nulla. O meglio, permetterà un consolidamento ulteriore.Decisione che i sindacati sembrano aver colto positivamente, anche a detta dell’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini, presente all’incontro insieme ai due consigli d’amministrazione e ai due presidenti Luigi Polesel (Ire) e Laura Besio (Antica Scuola dei Battuti).«In questi anni dice l’assessore abbiamo avviato un risanamento delle Ipab mettendole in sicurezza col bilancio. Ora abbiamo condiviso coi sindacati l’opportunità di fare questa fusione, pur salvaguardando l’identità e la storia di entrambi gli enti, di cui vogliamo difendere e mantenere il carattere pubblico. I benefici saranno di natura economica e gestionale e i sindacati l’hanno colto: questo diventerà un modello da perseguire anche per altre realtà del Veneto». «Ci hanno garantito anche quelle condizioni di mantenimento del potere occupazionale con un efficientamento dei servizi», continua Zennaro, sottolineando come quello di giovedì sia stato un primo incontro soddisfacente. «Certo, come sindacato alcune garanzie le dovremo verificare, affinché tali condizioni come auspichiamo vengano confermate. Ma abbiamo accolto positivamente le informazioni che ci sono state date».«E’ stato un incontro positivo. Non possiamo che dirci soddisfatti è il bilancio del sindacalista Cisl-Fp, Paolo Lubiato perché ci è stato garantito che una volta effettuata la fusione dei due enti, stando attenti ai vincoli di lasciti, si darà vita ad un’attività lavorativa basata su un’azienda pubblica di servizi alla persona (Asp). Cosa che come Cisl-Fp, a livello regionale, auspichiamo da tempo. Al contrario di quanto fatto a San Donà (dove lo status giuridico di pubblico dipendente è venuto meno), Venezia sta portando avanti una scelta diversa che si spera possa essere esportata anche nella Città Metropolitana».