Via lo standard pubblico per la Casa di riposo della Ca’ Di Dio di proprietà dell’Ire. Lo ha deciso ieri il commissario Vittorio Zappalorto che con i poteri della Giunta ha accolto la richiesta presentata a suo tempo dall’istituzione. Anzi, lo standard pubblico non sarà cancellato, ma trasferito ad altre strutture dell’Ire, a cominciare dal rinnovato complesso delle Penitenti: da circa 5mila metri quadrati a standard si passerà ad oltre 20mila.
A questo punto, la Ca’ di Dio, quando verrà chiusa (l’evento era già stato annunciato nel 2013, ma non ci sono date ipotetiche, al momento) potrebbe essere destinata a qualsiasi destinazione. Data la posizione a dir poco invidiabile, decine di finestre con vista sul bacino di San Marco, le alternative più redditizie potrebbero essere residenziale di lusso oppure un albergo. Tra l’altro, quest’ultima destinazione non comporterebbe grandi stravolgimenti: la Ca’ Di Dio dispone di 78 stanze singole e di 6 doppie tutte con bagno esclusivo più ampi spazi comuni.
Il motivo per il quale la struttura è destinata alla chiusura è soprattutto di tipo economico. Nata come casa di riposo per anziani autosufficienti e anche benestanti, piano piano la clientela si è assottigliata anche perché oggi si preferisce tenere gli anziani nelle proprie case e gli ospiti rimasti non sono più autosufficienti. Si è proveduto con l’inserimento di personale medico-sanitario, ma la struttura non era nata né attrezzata a questo scopo.