Il Corriere delle Alpi

CESIOMAGGIORE Tre aggregazioni funzionali territoriali, che significa suddivisione per aree dei cittadini-assistiti residenti nell’intero territorio dell’Usl 2, da est a ovest, e sei medicine di gruppo integrate (insieme di medici che utilizzano segreteria e strumentazioni in comune garantendo copertura diurna dalle 8 alle 20), con la deroga alla doppia sede per quanto riguarda Lamon e Fonzaso. Così è deciso dal piano aziendale delle cure primarie. E di questo prende atto il Comune di Cesiomaggiore per mezzo del sindaco Michele Balen la cui posizione di dissenso per l’inserimento nell’area sovraffollata della Pedemontana, ha tenuto ferma per mesi la costituzione delle Atf (aggregazioni funzionali territoriali). In realtà, è vero che il sindaco Balen ha puntato i piedi fino all’ultimo perché il suo Comune entrasse a far parte dell’Aft centro feltrino, con Feltre, Pedavena, Seren, Alano e Quero-Vas. Ma le medicine di gruppo sono rimaste a lungo in alto mare, fino a quando i medici curanti di tutto il Veneto non sono scesi a patti con il governo sanitario nazionale. Cosa avvenuta di recente. Così ora non ci sono più storie ed entro l’anno in corso saranno attivate sei medicine di gruppo integrate. Sei, e non dieci, come era previsto nel disegno originario dell’Usl di Feltre che prevedeva di istituirne due nell’area montana, quattro in quella centrale (con Feltre, Pedavena, Seren del Grappa, Quero- Vas e Alano di Piave) e altre quattro con i Comuni pedemontani che comprendono destra e sinistra Piave fino a Sedico. E tre invece sono e restano gli ambiti, o aggregazioni funzionali territoriali, così costituiti: Aft est feltrino che comprende due ambiti, quello di “destra Piave” con Cesio, Santa Giustina, San Gregorio e quello di “sinistra Piave” con Lentiai, Mel e Trichiana; Aft centro feltrino costituita da Feltre, Seren, Pedavena e basso feltrino; Aft ovest feltrino costituita da Arsié, Fonzaso, Lamon e Sovramonte con deroga alla doppia sede, cioè una medicina di gruppo anche a Lamon. Nel disegno definitivo, dunque, al sindaco di Cesio, Michele Balen che insisteva nel sostenere che nell’aggregazione pedemontana, la più grande di tutte e tre quanto a numero di assistiti, si potesse «pensare ad una dispersione assistenziale a scapito dei cittadini-pazienti», non resta che difendere ad oltranza gli ambulatori satellite «possibilmente con un incremento orario dei medici curanti».