La Voce di Rovigo

L’Ulss 18 di Rovigo ha deciso di tagliare i contributi per i centri animazione estiva 2015 a favore di bambini e ragazzi diversamente abili. I contributi servivano a coprire il costo degli operatori sociosanitari per supportare la frequenza di questi bambini e ragazzi durante la permanenza nei centri estivi.
Stando così le cose, alle famiglie polesane, soprattutto in Alto Polesine, sono purtroppo rimaste tre opzioni: pagare di tasca propria un operatore (mediamente 25 euro/ora), portare il figlio in centri di animazione estiva dove non esiste personale con le necessarie competenze o tenerselo a casa.
Per questo un gruppo di genitori, si sta organizzando per cercare di capire come si può risolvere questa situazione. “Stiamo coordinandoci per vedere cosa fare, di sicuro non ce ne staremo con le mani in mano – spiega uno dei genitori coinvolti – siamo stanchi di vedere negati i diritti, anche quelli più elementari, dei nostri figli“.
Ai genitori, la comunicazione è stata data all’inizio di maggio, indicando loro i servizi sociali dei comuni di residenza, per andare a domandare risorse e non intendono comunque rimanere immobili e sottostare a questa decisione.