«Faccio il medico da 40 anni, non ho mai visto un concorso così bugiardo». Ezio Vincenti, primario padovano del reparto di Anestesia e rianimazione dell’ospedale di Dolo, è pronto ad andare fino in fondo. «Ricorrere al Tribunale amministrativo regionale non mi interessa, farò un esposto alla Procura della Repubblica». A pochi giorni dal concorso per il primariato di Anestesia e rianimazione dell’ospedale Sant’Antonio, sull’esito finale è bufera. Da tempo sull’individuazione del direttore chiamato a guidare questa struttura si inseguono malumori, delibere contestate e voci di corridoio. La commissione esaminatrice dell’Ulss 16 ha premiato il curriculum e il colloquio di Ivo Tiberio, responsabile del reparto di Anestesia dell’ospedale di Piove di Sacco e (ad interim, ma poi dimessosi) del Sant’Antonio. Ma questa mattina la segreteria regionale della Sanità, attivata da una segnalazione, chiederà al direttore generale dell’Usl 16, Urbano Brazzale, tutti gli atti del concorso appena chiuso ma anche quelli relativi alla selezione per il primariato di Anestesia di Piove di Sacco vinta, nell’aprile del 2014, dallo stesso Tiberio. Concorsi sotto la lente. La Regione vuole verificare l’iter amministrativo dei due concorsi e la valutazione dei titoli. «Faccio il primario da 21 anni» continua Vincenti «mi aspettavo 50 punti sui 50 previsti per i titoli di carriera. Ne ho avuti 13,6, contro i 30,6 riconosciuti al primo classificato al suo primo incarico da primario a Piove. Sono arrivato quinto dopo miei ex allievi. Come si fa a non pensare che tutto ciò sia frutto di una logica distorta? Sono a un anno e mezzo dalla pensione e il posto al Sant’Antonio, francamente, non mi interessa. Ho partecipato per far emergere tutto questo e ora mi rivolgerò alla Procura». Il caso non esplode, quindi, per questioni di ambizioni (legittime) andate in fumo e in questo senso va letta anche l’attenzione della Regione. C’è, infatti, un elemento oggettivo sul quale si vuole fare chiarezza: Tiberio è sposato (dal 26 settembre 1992 si legge su Facebook) con Maria Camilla Boato, direttore del dipartimento Risorse umane e affari generali – amministrazione del personale della Usl 16. Ovvero del settore che ha la responsabilità su tutti i concorsi (compresi quelli per i primariati di Anestesia) dell’Unità locale. Portano la sua firma, ad esempio, le notifiche con cui l’azienda sanitaria di via degli Scrovegni ha dato conto delle operazioni di sorteggio della commissione giudicatrice. Niente di rilevante, magari, ma l’intenzione di palazzo Balbi è quella di fugare qualsiasi possibile dubbio. La denuncia. Davanti a 100 anestesisti, che sabato erano riuniti a Torri di Quartesolo per un corso di aggiornamento, Vincenti, per anni braccio destro del professor Giampiero Giron, ha denunciato l’accaduto. «Lo faccio per i giovani, io oramai sono prossimo alla pensione. Non sono deluso ma amareggiato per la nostra comunità: ora diranno che mancava qualche documento, ma io ho autocertificato tutto. L’esito del concorso, al quale si sono presentati 11 candidati-giocatori, rispecchia curiosamente la disposizione in campo di uno schema calcistico: il 3-2-3-3. Nel dettaglio: i primi tre sono o sono stati dipendenti dell’Usl 16, i secondi due sono primari di periferia (tra cui il sottoscritto), i successivi tre sono dell’Istituto di Anestesia dell’Università di Padova ed infine gli ultimi tre (risultati inidonei) appartenenti all’Ospedale di Padova o di Vicenza. Non c’è che dire: fatalità o disegno preordinato? Ai posteri, e alla magistratura, l’ardua sentenza». Una storia travagliata. Ad aprile del 2014, quando la Boato è già capo del personale, Tiberio vince il concorso a Piove e successivamente la direzione di via degli Scrovegni delibera di affidargli anche la guida del reparto di Anestesia del Sant’Antonio. L’atto viene bloccato in Regione. Tiberio si dimette dall’interim e, nel frattempo, parte l’iter per il concorso al Sant’Antonio che si chiude venerdì scorso: Tiberio risulta al primo posto della graduatoria con 59,60 punti.