Aziende ospedaliere e Usl da tagliare? Meno Usl significa meno poltrone o meno salute e servizi? «Giusto chiudere o accorpare quelle che sprecano, ma certamente non vanno toccati i poli virtuosi». Non usano mezzi termini il sindaco di Cittadella, Giuseppe Pan (in foto), e il presidente della conferenza dei sindaci dell’Usl 15, Alessandro Bolis. I due amministratori, che alle regionali sostengono rispettivamente Zaia e Tosi, la vedono allo stesso modo sul fronte sanità. «Suggerisco a Renzi», incalza Pan, «di ridurre prima le Usl del Sud Italia. Gli ospedali veneti hanno già dato con tagli e riduzioni del personale. Devono essere rimesse in discussione le aziende ospedaliere dove si spreca sistematicamente, dove i reparti non funzionano come dovrebbero. Il governo si tolga quindi dalla testa il pensiero di tagliare i nostri servizi, la nostra Usl è un’eccellenza e si distingue per efficienza, anzi, dico che si dovrebbe investire di più nella ricerca e nelle innovazioni tecnologiche. Molto probabilmente il presidente del Consiglio fa certe affermazioni perché non conosce il sistema ospedaliero veneto, lo invito a rivolgersi ad uno dei nostri ospedali per comprendere come si fa sanità». «Penso che Renzi abbia ragione», aggiunge Bolis, «le Usl devono essere accorpate dove ci sono gli sprechi, ma questo problema non riguarda certo il Veneto. Nella nostra Usl l’accorpamento si tradurrebbe in un disservizio, mentre in un ospedale della Calabria significherebbe creare un servizio. La nostra Usl non va toccata, è un modello anche per le altre». Il direttore generale Francesco Benazzi parte da un presupposto: «Sono un medico e svolgo un ruolo tecnico. Simili scelte vengono fatte dai decisori politici». «Sono convinto», sottolinea, «che l’importante – a prescindere dal numero di Usl – sia garantire ai cittadini servizi efficienti e umanizzati, un personale preparato e bilanci virtuosi. E queste