La Nuova, 13 ottobre 2015

 

SAN DONÀ Anche nell’Asl 10 parte la rivoluzione della “Medicina di gruppo integrata”. Ovvero poli sanitari in cui i medici di base opereranno insieme nella stessa struttura, organizzati con il supporto di infermieri e personale di segreteria. Le prime tre medicine di gruppo integrate saranno realizzate a San Donà, Portogruaro e San Stino. Queste nuove realtà sostituiranno gli attuali vecchi ambulatori, dove finora il medico di famiglia ha ricevuto i pazienti da solo. Nelle nuove strutture, invece, saranno presenti in ciascuna sede otto medici di famiglia, al cui fianco opereranno però anche specialisti, personale infermieristico e di studio. A San Stino e Portogruaro le due medicine di gruppo nasceranno dalla conversione delle Utap (Unità territoriali di assistenza primaria), in quanto tali organizzazioni possono contare sull’esperienza integrata già maturata nel tempo. La terza medicina di gruppo sarà istituita a ruota a San Donà. Nel complesso, questa piccola rivoluzione coinvolgerà circa 30 mila pazienti. La nuova programmazione è stata deliberata dall’azienda sanitaria e adesso dovrà essere approvata dalla Regione. La previsione è di attuare la prima fase entro fine anno. Il progetto, finanziato dalla Regione, si concluderà entro il 2018 con la costituzione di altre quattro medicine di gruppo. «L’ospedale guarda alla malattia, il territorio alla persona. Per questo motivo, nella programmazione dell’assistenza primaria, è stato tenuto conto del contesto socioculturale senza stravolgere l’esistente», assicura il direttore generale dell’Asl 10, Carlo Bramezza, «nelle medicine di gruppo integrate i cittadini, oltre al proprio medico, avranno a disposizione strutture fornite di professionisti, infermieri, servizi informatici, una organizzazione del lavoro che offrirà un’assistenza costante, tutti i giorni dalle 8 alle 20».