Corriere delle Alpi, 19 maggio 2015

CORTINA La Usl 1 di Belluno ha tempo sino al 29 aprile 2017 per delineare il futuro del Codivilla -Putti. E’ stata pubblicata la delibera della giunta regionale con la quale gli assessori hanno autorizzato l’azienda bellunese a mantenere la partecipazione maggioritaria nella società mista pubblico-privata Istituto Codivilla-Putti di Cortina spa per la gestione dell’ospedale specialistico interregionale di Cortina, sino all’individuazione di nuove forme di gestione, e comunque non oltre il termine del 29 aprile 2017. La giunta ha inoltre invitato la Usl1 ad attivare quanto necessario al fine di procedere, con pubblica gara, all’assegnazione dell’ospedale di Cortina a struttura privata accreditata. Resta confermato quanto già deciso dalla Regione nel novembre 2013, in particolare che l’ospedale di Cortina sia qualificato quale “struttura privata accreditata a indirizzo extraregionale da assegnare con pubblica gara”, con una dotazione complessiva di 70 posti letto (40 per ortopedia e traumatologia e 30 per recupero e riabilitazione funzionale), con la presenza di un punto di primo intervento di tipo B e la garanzia del mantenimento dei servizi ambulatoriali per i residenti e per i turisti. «Stiamo lavorando per applicare quanto deliberato dalla giunta regionale», afferma Pietro Paolo Faronato, direttore generale Usl1, «in delibera sono stati fissati i tempi e ci prenderemo quelli necessari. Non possiamo dare oggi una tempistica. Il termine è il 29 aprile 2017. La gara da aprire sarà complessa, quindi non realizzabile in poche settimane. Il nostro compito è quello di applicare quanto deciso dalla giunta regionale. Porteremo avanti questo compito». La preoccupazione dei cittadini sta nel fatto che il Codivilla possa diventare non solo un ospedale con un punto di primo intervento di tipo B, quindi che non prevede l’arrivo dell’ambulanza, ma che possa anche diventare interamente privato. Da settimane vanno contro questa delibera, adottata in giunta regionale a fine aprile, i consiglieri uscenti (e ricandidati per fronti opposti) Matteo Toscani e Sergio Reolon. «Con questo atto», precisa Toscani, «non si è risolto nè il problema del numero dei posti letto, ancora non adeguato e che si rifà alle vecchie schede ospedaliere e non potenzia la possibilità che arrivino pazienti extra regionali, nè quello del punto di primo intervento “tipo B” che non consente il ricovero di infortunati che arrivino in ambulanza o in elicottero». «E’ stata riesumata di nuovo la previsione di una gara per privatizzare i posti letto», chiosa Reolon, «una follia, per una struttura che funziona, che porta risorse e prestigio, che è uno dei punti di qualità che andrebbe rilanciato ben oltre la provincia e la stessa regione».