Giornale di Vicenza 19 dicembre

L’Ulss chiuderà il bilancio 2015 in pareggio. Questa, almeno, è la stima degli uffici a poco più di 10 giorni dalla conclusione dell’esercizio. Fino ad oggi le entrate sfiorano i 668 milioni e mezzo di euro e le spese si fermano a 668 milioni 300 mila. E per il dg Ermanno Angonese «è il miglior risultato possibile», anche se nei primi 2 anni del mandato triennale che, a meno di (possibili) proroghe, terminerà il 31 dicembre, era riuscito, dopo una lunga serie di disavanzi accumulati dai suoi predecessori, a riportare la navicella sanitaria berica in territorio positivo. «C’è stata la variabile della maggiore spesa per i nuovi costosissimi farmaci arrivati da poco sul mercato per le terapie dei tumori e dell’epatite cronica – spiega Angonese -. Quando di mezzo c’è la vita della gente non ci possono essere limiti di spesa. Poi abbiamo sforato il tetto per l’acquisto dei dispositivi medici: protesi, valvole cardiache, pacemaker, stent, neurostimolatori. A metà ottobre le scorte erano finite, per cui abbiamo dovuto integrarle. Non potevamo certo bloccare gli interventi. La Regione ha autorizzato queste spese aggiuntive. E ora, se questi soldi ci venissero rimborsati, saremmo largamente in attivo. In ogni caso riusciremo ad evitare il segno negativo». Quest’anno, i costi per i farmaci sono saliti alle stelle. Si superano i 52 milioni. Rispetto al 2014 si sono spesi quasi 5 milioni in più. Il grosso se ne va per 5 categorie di medicinali. L’esborso più alto, 12 milioni 354 mila, deriva dai farmaci ematologici. Poi ci sono circa 10 milioni per le molecole di ultima generazione che hanno rivoluzionato il trattamento dell’epatite C. Solo che un ciclo di terapia per un paziente costa fra i 40 e i 70 mila euro. Da marzo ad oggi al San Bortolo sono stati curati con questi farmaci un centinaio di malati e altrettanti sono in lista d’attesa. Altri 6 milioni 800 mila si spendono per i farmaci oncologici, 2 milioni 900 mila per le terapie che si praticano nel centro per la sclerosi multipla, 1 milione 381 mila per i medicinali richiesti dalle malattie rare. Resta comunque ad Angonese il sapore della performance. In effetti il dg, appena sbarcato a Vicenza a gennaio 2013, si era trovato sulla scrivania la poco gradita eredità di un “rosso” di 5 milioni 575 mila. E siccome le cattive notizie non vengono mai da sole, ecco anche la minore entrata di oltre 16 milioni dal riparto regionale, con la conseguenza di dover iniziare una corsa ad handicap partendo da una zavorra di -21 milioni 833 mila. Ci voleva un miracolo (economico) per azzerare un deficit più che quadruplicato e il management dell’Ulss 6 ci è riuscito grazie anche a un aiuto supplementare della Regione di 7 milioni 700 mila euro. Alla fine del 2013 il bilancio era in attivo di 1 milione 600 mila. Prima non era mai successo. Il segno “meno” era stato sempre una costante. L’exploit è stato poi replicato nel 2014 con l’aumento dell’utile a 4 milioni 227 mila grazie a un meticoloso controllo di gestione e alla costante ricognizione dei capitoli di spesa sotto la regia del direttore amministrativo Roberto Toniolo. Due, in particolare, gli strumenti per risalire la corrente. « I privati – spiega Angonese -, non hanno più sforato i budget e noi abbiamo chiuso un contenzioso che si trascinava da tempo con una casa di cura risparmiando 3 milioni. Inoltre abbiamo rinegoziato con le ditte tutti i contratti tagliando una valanga di interessi». Oggi l’Ulss paga in 55 giorni quasi 1.000 fornitori tra Ipab, case di riposo, centri residenziali, imprese, aziende. Solo nel 2012 si pagava a 300 giorni e gli interessi divoravano 1 milione 800 mila euro l’anno. Quando si acquistava qualcosa si firmavano 2 contratti, il primo per l’acquisto o il lavoro da fare, il secondo per gli interessi. Ora non più. Nel 2013 i giorni di pagamento erano stati già ridotti a 159, nel 2014 a 79, e adesso, come detto, l’Ulss paga i creditori in meno di 2 mesi.