L’Arena, 30 aprile 2019

VILLAFRANCA – Discriminazioni contrattuali e ambienti che non consentono ai dipendenti di lavorare re al meglio. Sono le rimostranze di Ugl Sanità che proclama lo stato di agitazione. La sigla, rappresentata dal villafranchese Stefano Tabarelli, si fa portavoce di oltre cento lavoratori delle strutture sanitarie dell’Ulss9 soprattutto nell’Ovest Veronese. Prima questione: l’applicazione «non secondo la norma», per Tabarelli, del cosiddetto «cambio divisa», ovvero l’accordo che prevede la remunerazione dei dieci minuti necessari al personale per cambiarsi la divisa. L’Ulss lo riconosce solo a coloro che lavorano in corsia, per i quali l’inizio del turno coincide con la presa in carico del paziente e che quindi devono indossare la divisa fuori dall’orario di lavoro. «Questo è discriminatorio», sostiene Tabarelli, «perché il cambio divisa è stato ottenuto nel dicembre 2017 per tutti i lavoratori e nell’agosto scorso è stato assegnato solo a chi è in corsia escludendo ad esempio chi lavora nei reparti di radiologia, gastroscopia e odontoiatria a Villafranca, o gli addetti al trasporto dei pazienti o quelli della palestra di Malcesine. Così l’Ulss9 fa cassa. Ma il cambio divisa», continua Tabarelli, «non dipendente dalle presa in carico del paziente ma è applicato per determinati criteri: se il cambio è imposto dal datore di lavoro e per motivi igienici, se deve avvenire in uno spogliatoio e se quando avviene il lavoratore è già a disposizione dell’azienda e nell’esercizio delle sue funzioni. Il cambio divisa è orario di lavoro». Tabarelli calcola che 10 minuti al giorno corrispondono, in un anno, a una settimana lavorativa. Non retribuita. Altra questione riguarda la farmacia dell’ospedale di Villafranca, collocata nel capannone davanti al Magalini, che svolge, tramite una decina di dipendenti, un servizio a favore di oltre una quarantina di strutture dell’Ulss9 tra ospedali, case di riposo e comunità alloggio dalla città a Sant’Anna d’Alfaedo, fino a Isola della Scala. «Qui il riscaldamento a marzo si è rotto e i dipendenti hanno lavorato con una temperatura tra gli 11 e i 14 gradi, indossando il cappotto e garantendo un servizio indispensabile». Lo stabile è ormai vecchio e il Comune di Villafranca vorrebbe acquisirlo dall’Ulss per demolirlo e ricavare un parcheggio per l’ospedale. «Ma nel nuovo Magalini c’è già l’area apposita per la farmacia nell’interrato», ricorda Tabarelli elencando anche altre criticità nella farmacia dell’ Orlandi di Bussolengo: «Corridoi senza finestre, trappole per topi tra grovigli di fili. Le farmacie svolgono un servizio importante, far lavorare così i dipendenti, che ci mettono il cuore, nonostante tutto, non è giusto. Chiediamo più attenzione».