La Tribuna, 18 maggio 2015

TREVISO Il bando è varato dall’assessorato ai Servizi sociali della Regione, Remo Sernagiotto; il presidente della commissione valutatrice è Mario Modolo, numero uno del settore Welfare di palazzo Balbi, il vincitore del bando – e dei 600 mila euro di contributo – è una cooperativa. Padovana anche questa. La Bramasole, presieduta da Moreno Lando, e con vice Diego Dainese. Ovvero l’uomo e il suo braccio destro coinvolti nel caso dei contributi alle coop sociali del 2011, perché due cooperative da loro guidate (la padovana Ipas e la veneziana Athena) hanno ricevuto 9,3 milioni per due progetti ancora non partiti o non decollati. O un’altra. Nella Marca Trevigiana, ha ricevuto 3,1 milioni per aprire una fattoria per disabili e invece ha avviato solo una birreria. No. Non sembra il replay di questo scandalo, su cui peraltro stanno indagando tre Procure e la Corte dei Conti, dopo il dossier della Regione. Il bando di cui parliamo è del 2013, due anni dopo. Riguarda il cohousing, per il quale la Regione stanzia per progetti destinati alla realizzazioni di centri comunità e complessi destinati ad accogliere persone svantaggiate, in difficoltà, fasce deboli della popolazione. Anche perché – va detto subito – in questo caso il progetto è realizzato, il centro è aperto e funziona. Si chiama Demetra. Sorge a San Sisto di Villorba, alle porte di Treviso, in una ex filanda di proprietà della famiglia Canal. Il primo sociale housing d’Italia, lo definì Sernagiotto, inaugurandolo il 15 maggio 2014 in pompa magna: può accogliere fino a 38 famiglie a canoni agevolati. Formula innovativa (si sa quanto l’assessore forzista voglia incentivare nei suoi bandi la modernità delle idee…): le famiglie possono abitarci un anno senza pagare il canone, il secondo devono pagare solo il 30%, dal terzo il 100%. Dal sesto anno, gli inquilini devono rendere anche il debito dei primi anni, perché a quel punto dovrebbero essere reinseriti nel mondo del lavoro, con percorsi ad hoc di riqualificazione. A coprire il «debito con la comunità», appunto, ci sono i contributi iniziali della Regione: 600 mila euro. Ma attenzione: ripartiti in 4 rate da 150 mila euro e legate a precise rendicontazioni su andamento dei lavori, gestione, servizi prestati. Forse che quanto era emerso per il bando 2011 alle coop sociali aveva insegnato, a Sernagiotto e al dirigente Modolo, quantomeno maggiore prudenza e gradualità nell’erogare i fondi? In ogni caso, la Regione aveva fissato anche, nella convenzione, un tetto massimo per gli affitti degli appartamenti: 650 euro. La vicenda è un corso e ricorso degno di Vico. Una «fotocopia» con tutti i crismi. Basta far parlare le carte. Bando del 6 agosto 2013, poi il dirigente Modolo nomina la commissione valutatrice – da lui presieduta – il 7 novembre. Il risultato esce il 12 dicembre, con il decreto numero 500. Un solo vincitore, la cooperativa Bramasole di Moreno Lando, sede in via Svezia 9 a Padova. E siccome il progetto era geograficamente trevigiano, già allora Sernagiotto aveva avvertito: puntiamo a realizzare un centro simile anche nelle altre sei province del Veneto. Intanto, alla coop di Lando, 600 mila euro, ma in 4 tranche progressive di 150 mila euro, per il suo villaggio di social housing. E oggi, un anno dopo? La coop Bramasole paga regolarmente l’affitto, ma i bene informati dicono che il progetto sia ancora in rodaggio. E che l’alto costo del canone non sia il lievito adatto per farlo decollare. In matematica la chiamano proprietà invariantiva. Cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia. Al settore Welfare della Regione, cambiando il bando e il settore di intervento, il vincitore non cambia. E siccome la coincidenze non finiscono mai, come gli esami (e come gli incroci nel sistema Sernagiotto ) ecco l’ultima. Progettista degli arredi, degli interni e dell’allestimento degli appartamenti del «Demetra» di Villorba è Silvia Moro, assessore provinciale a Treviso, progettista del complesso milionario di Laggio (con Bruno Zanolla, big forzista del Bellunese) oggi sotto la lente dei magistrati per il finanziamento con il bando del 2011. Allora venne incaricata dall’associazione Famiglie Rurali di San Giacomo di Veglia, stavolta direttamente dalla coop di Lando.