La Tribuna

La carica dei 1001 bambini delle 19 scuole materne paritarie della città. Tutti in festa ieri al parco Sant’Artemio. E come a Treviso la scuola paritaria è uscita allo scoperto in tutta la provincia per dare fiato alla prima “Giornata dell’Infanzia” organizzata dalla Fism, la Federazione delle scuole materne cattoliche con ben 23 feste sotto il cielo, giochi all’aperto e spettacoli in tutta la Marca. Fuori dalle aule, per un giorno ha fatto capolino un piccolo esercito di 17.800 bambini. Sotto gli occhi vigili e l’organizzazione di 1.200 maestre e di 400 dipendenti. Intanto in classe si tirano ben altre somme. Quelle delle conseguenze dei tagli ai contributi alla scuola paritaria. E della corsa ad ostacoli per ricevere i fondi dovuti da parte di Regione e ministero. Nessuno escluso. Tutte le 229 scuole materne paritarie hanno dovuto mettere in conto negli ultimi anni una riduzione del 10% dell’orario di lavoro delle proprie insegnanti. È questa la risposta al calo d’iscrizioni e alle lungaggini nell’attesa dei fondi: «L’orario di lavoro previsto dal contratto delle insegnanti è di 35 ore settimanali», spiega Stefano Grando, presidente Fism di Treviso, «Ma tutte le scuole per contenere i costi hanno dovuto a ridurre l’orario di lavoro di almeno tre ore a settimana». Alla conta si aggiungono ormai una decina di scuole che nell’ultimo anno si sono viste costrette a ricorrere alla cassa integrazione per le proprie maestre. Ma intanto largo alla festa. Un flash mob giocoso e colorato come risposta per le rime all’attesa dei contributi dovuti. In gioco la partita dei fondi. Per le 229 scuole trevigiane tirate le somme entreranno – pur in ritardo di un anno – fra gli 8 e i 9 milioni di contributo dovuti da Regione e ministero alle paritarie. La Regione ha già pagato gli arretrati 2013. Sta pagando in questi giorni i contributi del 2014 per le materne. Ed entro fine mese giungerà pure la quota 2014 per gli asili. A fine luglio si muoverà qualcosa per i fondi ministeriali del 2014. Ma dalla torta dei contributi spunta pure un taglio di quasi due mila euro a scuola da parte del Comune di Treviso. La riduzione si è presentata al rinnovo della convenzione tra l’amministrazione e le 19 scuole materne paritarie della città: «La convenzione con il Comune serve a calmierare le rette», spiega don Carlo Velludo, presidente delle 19 materne paritarie del centro storico e non solo, «Ma rispetto alla precedente ogni scuola si è vista venir meno quest’anno quasi 2mila euro». Eppure la scuola non smette di rimboccarsi ogni giorno le maniche. Solo per far posto ai giochi di una mattina al Sant’Artemio hanno lavorato da volontarie per quattro giorni ben 18 maestre. Sul campo ieri pure una decina di alpini della sezione di Treviso per il servizio d’ordine. Un fruttivendolo di Canizzano ha preparato e offerto gratis la merenda per tutti. Mentre in provincia i bar delle piazze hanno messo a disposizione gratis i bagni per i bambini. E i Comuni ci hanno pure aggiunto i pulmini: «Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio», dice don Carlo Velludo, «come ha ben detto Papa Francesco». Feste simili, pronte a portare per un giorno i piccoli scolari fuori dalle aule degli asili, nelle piazze e nei parchi, ieri si sono tenute anche a Riese Pio X, con 1.600 bambini allo scoperto per una festa dell’intercultura in piazza Ederle; a Pieve di Soligo con il Karaoke al parco Vela; a Negrisia con 800 bambini al parco Sette Nani. E via di questo passo.