La Tribuna di Treviso, 6 giugno 2019

«Mai più disabili soli, nell’isolamento delle loro case che diventano prigioni comuni per loro e le famiglie».
È un grido, quello che arriva da Agostino Squeglia, di Vite Abilmente Diverse, che si appella alla giunta («in ascolto come la precedente«) perché realizzi appieno la delibera del 2014 sula convenzione internazionale per le persone con disabili. Dopo aver apprezzato la creazione del Disability Manager, Squeglia propone a Conte di aprire un ufficio apposito, con personale del comune con compiti non solo di informazione, ma di ideazione, progettazione, attuazione di iniziative socioculturali per consentire a tutti, anche ai disabili, di partecipare alla vita sociale, come previsto dalla Costituzione.
«Chi ha pensato o valutato, in tempo ed in entrambi in casi, il dolore di quell’isolamento?», si chiede Squeglia, «ciò che accade in una comunità’ fa sempre capo, giuridicamente ma soprattutto eticamente, al sindaco». A breve partirà un progetto di istituto Besta e Bo per arginare la solitudine dei disabili che studiano alle superiori.