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14 ottobre

Taranto – Dopo che l’Asl di Taranto ha interrotto il servizio di assistenza nel Comune di Statte, le mamme dei bambini diversamente abili da giugno vivono una situazione di estremo disagio. Ad oggi circa 30 famiglie sono costrette a recarsi presso l’Ospedale Moscati o in altri presidi,  per  avere l’assistenza ai propri figli con disagi che si ripercuotono sull’intero nucleo familiare. Alcune mamme si sono rivolte al servizio privato a pagamento ma non tutte possono permetterselo.
Gli attivisti assieme ai genitori hanno incontrato il consigliere regionale del M5S Marco Galante, al  quale hanno consegnato una relazione contenente la cronistoria della vicenda firmata da tutti i genitori. Il consigliere pentastellato dichiara: “ho inoltrato l’istanza scritta dei genitori ai dirigenti dell’Asl di Taranto. Questo è un disservizio che dimostra come la territorialità tanto auspicata in campagna elettorale diventa, allo stato attuale, un mero taglio di spesa”.
Nella relazione è emerso che si tratta di: “una situazione molto critica, dopo che l’ultima educatrice è andata in pensione a giugno e le mamme senza alcun preavviso si sono ritrovate sole, senza sostegno, a prendere atto dell’interruzione del servizio. Nel presidio di Statte, le assistenti erano due, ma già da due anni si era creato il disservizio con il trasferimento della prima logopedista. Secondo il racconto delle mamme i dirigenti dell’Asl non hanno mai mostrato particolare interesse circa le problematiche esistenti, tanto da non intervenire in alcun modo per superarle. Sia l’ex dirigente dell’Asl, Modeo, ormai in pensione, che l’attuale  dott. Pignatelli hanno risposto che quel Presidio non poteva continuare a lavorare per soli 10 bambini assistiti e che sarebbe stato accorpato a quello di un altro Comune. E’ importante sottolineare che questa condizione sta privando i piccoli pazienti del diritto all’assistenza sanitaria per la loro patologia e minando la serenità di tante famiglie già gravate da una condizione, che senza il sostegno adeguato può divenire insostenibile”