“È necessario fare chiarezza sull’utilizzo delle risorse. Cgil, Cisl e Uil chiedono di sospendere ogni decisione assunta”. Non nascondono le proprie perplessità e la “grande preoccupazione” i sindacati ferraresi in merito all’ipotesi di tagliare finanziamenti e posti letto per le Case Residenza Anziani (Cra) del Comune di Ferrara. Sottolineando sia l’importanza del servizio nel sistema del welfare locale sia, dati alla mano, il fatto che i suoi costi non sono affatto aumentati nel corso degli ultimi anni. E che quindi altre risorse economiche potrebbero essere state dirottate su altre opere e spese da parte della giunta di Tiziano Tagliani.
Concetti che i sindacati esprimono anche alla luce di “un quadro di conferma dei finanziamenti regionali per la non autosufficienza e in presenza di bisogni crescenti della popolazione anziana ferrarese”, motivo per cui “appare del tutto incomprensibile la scelta del Comitato Distretto di ridurre l’offerta sia in termini di posti letto sia di assegni di cura, strumento fondamentale per il sostengo alla domiciliarietà, e quindi contraddicendo anche l’indirizzo strategico della politica regionale in materia”.
Eppure, per quanto riguarda i conti pubblici, la richiesta di risorse non dovrebbe essere superiore agli anni scorsi. “Negli incontri del 15 e 29 aprile con il Comitato di Distretto Centro Nord, presso il Comune di Ferrara – affermano i sindacalisti -, è stato sostenuto che nel 2014 sono stati utilizzati anche avanzi di risorse degli anni precedenti, e la riduzione dei posti letto è stata presentata come una necessità dettata dall’assenza di queste risorse nel 2015. I dati ci dicono altro: nel 2014  ci risulta che non si sia registrato un aumento di spesa a favore delle Case residenziali per Anziani, né tanto meno c’è stato un aumento di posti convenzionati, per cui non si comprende quale sia il nesso fra l’utilizzo dei resti, che evidentemente hanno finanziato altre attività, ed il taglio dei posti letto. È pertanto necessario fare chiarezza sull’utilizzo delle risorse in modo più particolareggiato e sulla motivazione che sottende questa scelta”. Un punto toccato anche una settimana fa dal consigliere comunale Francesco Rendine che in un’interpellanza si era lamentato della riduzione dei finanziamenti per diverse attività assistenziali.
Secondo i sindacati, la riduzione dei posti letto si tradurrà in una minore offerta di servizi ai cittadini anziani, “e nel contempo porterà ripercussioni negative sull’occupazione, mettendo a rischio dei posti di lavoro, proprio in una provincia che registra i maggiori tassi di anzianità e disoccupazione. Non è corretto sostenere che tali ricadute negative saranno scongiurate dall’utilizzo di quei posti letto sul libero mercato, viste le difficoltà a ricoprirli legate alle scarse risorse della popolazione. Non si può tacere il fatto che le difficoltà economiche spingono le famiglie a ricorrere a servizi più economici come le case famiglia, teoricamente destinati a soggetti autosufficienti, in cui spesso però si riscontrano violazioni al limite della legalità presentandosi pertanto come un fattore di concorrenza sleale . Situazione che dovrebbe essere soggetta a maggiori controlli, più volte denunciata dalle Organizzazioni Sindacali ai vari soggetti competenti sul territorio ferrarese”.