Giornale di Vicenza

Non c´è pace al San Bortolo. Nei corridoi si respira un clima di veleni, sospetti, trame più o meno oscure. «Quanto è emerso scardina il prestigio di un ospedale importante, uno dei più accreditati nel Veneto, in Italia, come il San Bortolo, mina la credibilità delle istituzioni, porta a credere che i primari si nominino con le soffiate, con i sotterfugi, che il criterio di scelta siano i favoritismi, non il merito. Ora con ciò che sta venendo a galla si rischia di andare allo sbando. Come fa il cittadino, l´utente, ad avere fiducia in una classe medica che si comporta così? Per questo facciamo appello al direttore generale. Proprio per l´autorevolezza che riconosciamo a uno come lui che è nella sanità pubblica da 35 anni, deve intervenire. Subito. A tutela del San Bortolo. Indugiare ancora sarebbe un grosso errore che potremmo scontare tutti. E non è giusto». A uscire allo scoperto per chiedere decisioni e chiarezza è l´Anpo, il sindacato dei primari, con il segretario provinciale e aziendale Vincenzo Riboni. Le vicende sono note. Nel mirino della procura di Vicenza due concorsi di primario, il primo per il laboratorio analisi e il secondo per la cardiologia. Ci sono due avvisi di garanzia a carico del direttore sanitario del San Bortolo Francesco Buonocore, accusato in entrambi i casi di rivelazione di segreto d´ufficio. Un altro medico, Antonio Conti, primario del laboratorio analisi dell´ospedale di Legnago, è indagato per lo stesso capo d´accusa. Due le inchieste finora aperte dalla magistratura vicentina. Perquisizioni della guardia di finanza a dicembre dello scorso anno a casa e nell´ufficio di Buonocore ma anche negli appartamenti di tre medici veronesi. Ancora perquisizioni nei giorni scorsi per Buonocore e due medici che abitano a Padova. Verbali e documenti riguardanti i due concorsi sequestrati dagli uomini delle Fiamme Gialle. A far scattare le operazioni gli esposti di due medici del San Bortolo per denunciare presunte manovre illecite che avrebbero falsato le graduatorie finali. Inoltre, altri concorsi tribolati: uno, di endocrinologia, è appena giunto in porto per la rinuncia del primo classificato, dopo minacce di ricorsi e contenziosi; il secondo, di oncologia, resta ancora in alto mare, con una graduatoria già formalizzata ma senza una delibera ufficiale, e, quindi, tuttora orfano di vincitore. C´è, poi, un terzo concorso, di gastroenterologia, che si continua a rimandare. Riboni chiede al dg Ermanno Angonese di non temporeggiare: «È il momento di sgomberare il campo da intrighi e bisticci. Non basta attendere gli sviluppi giudiziari e l´intervento della Regione. La magistratura farà il proprio lavoro, la Regione andrà avanti per la propria strada, ma la direzione dell´Ulss deve fare la sua. Il dg deve prendere in mano la situazione, decidere se continuare a dare fiducia alle persone coinvolte. Se vuole ridare credibilità al nostro ospedale deve agire». Il segretario dell´Anpo pensa al futuro prossimo. «Ci sono altri concorsi da espletare, fra cui quello strategico per la medicina generale. Non si può rinviare più nulla. Il San Bortolo è un patrimonio dei vicentini e va difeso. Il dg non crede nei dipartimenti. Padrone di farlo. Ma ci fossero stati, in questo bailamme, avremmo avuto dei punti di riferimento. Ora non è più il tempo di dare solidarietà a uno o all´altro. Vogliamo rispetto dei ruoli, riconoscimento delle professionalità. Sono valori non negoziabili. Esigiamo garanzie. L´Anpo pretende una totale correttezza dei percorsi. I concorsi vanno gestiti super partes. Qualsiasi interferenza è inaccettabile. Inconcepibile. Ci sono norme e regole, e vanno rispettate».