Giornale di Vicenza, 28 maggio 2015

Tutto bloccato al Centro servizi per il volontariato dopo la bufera che si è abbattuta sull´ente gestore e, in particolare, sull´ex presidente Maria Rita Dal Molin. Ogni pratica è stata accantonata in attesa che il commissario, Mauro Bellesia – che è dirigente del Comune – esegua tutti i controlli dopo che il Co.Ge, Comitato di gestione in rappresentanza delle Fondazioni bancarie, ha deciso di cancellare prima e di commissariare poi il centro di Vicenza per presunte irregolarità contabili e dopo l´assunzione di Maria Rita Dal Molin, dimessasi dalla carica di presidente nel dicembre scorso ed entrata a far parte della pianta organica del centro.

IL RICORSO. La delibera che, di fatto, azzerava i vertici è stata firmata lo scorso 17 aprile. E le associazioni Volontariato in rete – sono 193 e sono quelle che hanno gestito la struttura di Vicenza – hanno deciso di ricorre al Tribunale amministrativo regionale contro la delibera del Co.Ge firmata dalla presidente Silvana Bortolami. «Si tratta di un atto dovuto – spiega il vicepresidente, l´avv. Marco Gianesini – del resto non possiamo accettare quanto è stato scritto nel provvedimento, ma di più non posso dire, i nostri legali ci hanno consigliato di non rilasciare dichiarazioni».

LA RICANDIDATURA. Il clima non è disteso: il 29 aprile scorso la Regione ha pubblicato sul Bur il bando per la gestione del Csv, chi vuole presentarsi ha sessanta giorni di tempo per cui le domande dovranno arrivare a Venezia attorno al 28 giugno. Volontariato in rete si ripresenterà? «Certo – aggiunge il vicepresidente – non abbiamo alcun motivo per non farlo, del resto anche i numeri sono dalla nostra parte. Se calcoliamo che le associazioni vicentine iscritte all´albo sono 367 e a queste togliamo le 193 che appartengono al nostro gruppo ne rimangono 174, per cui una minoranza. Sta di fatto che ognuno si può presentare, noi sappiamo di aver lavorato bene, abbiamo molti progetti in corso importanti che devono essere definiti, pertanto ci sentiamo tranquilli. La progettualità non ci è mai mancata. Quindi noi parteciperemo, poi vedremo chi ci sarà»

.IL QUADRO. Dal 2006 questo è il terzo commissariamento per il Csv di Vicenza, segno che da tempo al suo interno c´è qualche problema che si trascina. Il mondo del volontariato vicentino muove circa 50 mila persone e fino a qualche anno fa – con i soldi che venivano ripartiti sulla base della legge 266 del 1991, per cui le Fondazioni bancarie sono tenute a destinare una quota non inferiore ad un quindicesimo dei loro proventi al mondo del volontariato – c´erano a disposizione alcuni milioni di euro. Fondi che sono serviti per mettere in rete le varie associazioni, per rifornirle di mezzi informatici e per finanziare vari progetti a favore dianziani, disabili, donne sole o minori. Un universo vastissimo, con tanti volontari che sono sempre stati il fiore all´occhiello.

IN COMUNE. Ma di quanto accaduto nelle scorse settimane si occuperà anche la V Commissione consiliare Servizi alla popolazione che si riunirà oggi alle 17.30 a palazzo Trissino. «Abbiamo riscontrato in questi giorni – spiega il presidente, Raffaele Colombara – la grande preoccupazione che arriva dal mondo del volontariato e per questo intendiamo approfondire la questione per garantire risposte chiare alle molte associazioni che operano quotidianamente a favore della comunità». Il primo ad essere sentito sarà il commissario Mauro Bellesia. «Sto gestendo l´ordinaria amministrazione – afferma – per cui nuove iscrizioni, analisi di progetti presentati. A breve dovranno essere chiusi sia il bilancio preventivo che quello consultivo, e quelli ci daranno già qualche indicazione. Resterò lo stretto necessario per gestire un passaggio di consegne».

Il Centro servizi volontariato di Vicenza è il più spendaccione del Veneto: per il presidente e gli altri consiglieri hanno avuto in 4 anni rimborsi spese per 37 mila e 199 euro a fronte, per esempio di Verona, che si è fermata a poco più di 5 mila. Sono le cifre rendicontate all´interno della delibera del 17 aprile scorso che cancella prima il centro e poi decide per il commissariamento, firmata dalla presidente del Comitato di gestione, Silvana Bortolami, rappresentate della Fondazione Cariparo. Nel testo sono evidenziate anche spese elevate (215 mila euro) per la nuova sede in via Bonollo che è stata inaugurata lo scorso 21 dicembre, rimborsi spese ritenuti eccessivi all´ex presidente Maria Rita Dal Molin, e il suo stesso ruolo: assunta all´interno del Csv in qualità di coordinatrice e quindi regolarmente stipendiata «senza alcun rispetto per le procedure previste». Nel mirino anche questioni contrattuali con l´agenzia che curava i comunicati stampa, cui sono stati destinati 50 mila euro all´anno.