Gazzettino 17 gennaio

Dicono sì alla nascita di un’unica Ulss per il Polesine, mentre guardano con disappunto a com’è stata gestita la questione degli ospedali di comunità e all’ipotesi “azienda zero”, molti dei partecipanti al convegno organizzato nella biblioteca comunale dal gruppo regionale del Pd. La lista di coloro che sono intervenuti nella sala civica affollata è lunga e comprende i consiglieri regionali Claudio Sinigaglia e Graziano Azzalin, il deputato Diego Crivellari, il sindaco Luigi Viaro, la funzionaria socio-educativa Mirella Zambello, il responsabile della Fp Cgil Davide Benazzo e la consigliere comunale Chiara Sinigaglia.
Gli esponenti Pd hanno espresso contrarietà all’idea della azienda zero, proponendo in alternativa un modello simile a quello dell’Emilia Romagna, e hanno toccato alcuni aspetti della sanità polesana. «I tempi sono maturi per la nascita di un’unica Ulss, ma un vero allargamento deve partire dai bacini d’utenza, considerando Bassa Padovana, Basso Veronese e Cavarzerano, per arrivare a 400mila abitanti e contare un po’ di più – ha sostenuto Azzalin – per il nosocomio di Rovigo si parla di ospedale hub sulla carta, ma poi si va a declassare la struttura. Bisogna avere un riconoscimento effettivo dell’hub rodigino».
La questione dei tagli al personale è stata toccata da Benazzo, che ha invitato a porre attenzione sul lavoratore che presta l’assistenza sanitaria, mentre Mantovani ha sollevato il tema degli ospedali di comunità. Il fatto che Ulss 18 e Conferenza dei sindaci abbiano previsto tali strutture in ospedali e cliniche, a cominciare dall’ospedale di Trecenta, secondo Mantovani e altri intervenuti contrasta con quanto previsto dal Piano sociosanitario regionale e con la natura stessa di una struttura che dovrebbe essere decentrata. Peraltro qualche anno fa Ulss 18 e Casa albergo accarezzavano l’idea, poi accantonata, di poter realizzare un ospedale di comunità proprio a Lendinara.
Discutendo di servizi sociosanitari, Mantovani ha ricordato l’annosa attesa di una riforma delle Ipab che metterebbe le strutture protette pubbliche in condizioni di competere col privato. «Bisogna procedere subito alla riforma delle Ipab – ha concordato Sinigaglia, componente della commissione regionale Sanità – chiederemo di inserire nel bilancio 2016 della Regione la riduzione dell’Irap».