Mattino, 27 maggio 2015

SAN MARTINO DI LUPARI. «Il Comune svende il territorio per una casa di riposo che non serve, la Corte dei Conti faccia un controllo». Le opposizioni di San Martino di Lupari – “Progetto San Martino” e “Lavoro e Famiglia” – vanno all’attacco della delibera approvata dalla maggioranza leghista a fine marzo «con la quale è stata prevista l’alienazione dell’area verde più bella del Comune, che attualmente è una pertinenza del centro polivalente. Lo scopo è quello di creare una casa di riposo valutando il terreno 50 euro al metro quadrato», sottolineano i capigruppo Pierfrancesco Zen e Pietro Zorzato.
Secondo Zen e Zorzato, una nuova casa di riposo nell’Alta Padovana non serve, considerato che «sempre più famiglie non possono permettersi le rette e decidono di assistere la persona anziana in casa». Oltre alla dislocazione, non convince affatto la stima del terreno: «Valutare a 50 euro al metro quadro un terreno in centro equivale a svendere il nostro patrimonio ed è per questo che abbiamo chiesto che tutta la procedura sia inviata alla Corte dei Conti. Per lo stesso motivo, abbiamo ritenuto che fosse necessario far valutare da un professionista la perizia che è stata allegata alla delibera consiliare».
È stato lo stesso Zorzato, già sindaco di San Martino di Lupari, a svolgere una contro perizia «che determina valori ben superiori, ovvero 190 euro al metro quadro».
Le opposizioni sono unite «nel ritenere sbagliata la svendita di uno dei gioielli della comunità e non serve certo a motivare questa speculazione l’asserita giustificazione che ciò verrebbe fatto per rispettare il lascito di chi donò quel terreno alla collettività. Se questa è la spinta che muove l’Amministrazione comunale di San Martino di Lupari, ci sono modalità ben diverse e, in ogni caso, non può trattarsi di una svendita», concludono Zen e Zorzato.