Gazzettino 9 gennaio

Senza alcun esborso delle due parti per la loro acquisizione e con uno scambio in concessione reciproca per 99 anni. E anche un uso gratuito di alcuni beni, per ciascuno dei quali il valore è stimato in un milione e 240 mila euro: si è così messo ordine nei rapporti tra Comune e Casa di Riposo Fenzi. Nessuno dei due enti dunque dovrà sborsare alcunché, rinunciando a una onerosa permuta vera e propria, a cui si era pensato in un primo momento. «L’operazione che dovrà essere formalizzata – spiega il sindaco  – sarà definita nel corso di quest’anno». Il Comune avrà in concessione, da Casa Fenzi, la Villa Caballini in via Carpenè (oltre che un negozio e un alloggio di cui è proprietaria in città, per coprire la differenza del valore dei beni). La Fenzi invece avrà alcuni immobili e terreni che fanno parte della struttura di ricovero e delle aree di sua pertinenza, che sono attualmente di proprietà comunale. Villa Caballini è stata donata, per volontà testamentaria del conte Vincenzo Caballini di Sassoferrato, fondatore nell’immediato dopoguerra della Dersut Caffè, al posto di una più modesta torrefazione, alla Fenzi, che l’ha data semplicemente in comodato al Comune, oggi Centro per anziani. Ricevendo la villa in concessione, il Comune ne manterrà la destinazione attuale, per rispettare la volontà del donatore, ma potrà anche eseguire interventi di manutenzione di cui potrebbe avere bisogno. Invece i beni comunali dati in concessione alla Fenzi sono la sua area scoperta adibita a giardino attrezzato, con una superficie di 3mila e 324 metri quadrati, di fronte alla struttura di ricovero verso viale Spellanzon, di cui ora dispone semplicemente in comodato. Ma la Fenzi avrà anche la concessione dei locali interrati con una superficie di oltre 400 metri quadrati, che in passato il Comune utilizzava come centro per disabili, prima dell’dell’apertura del Ceodi di via Maggior Piovesana. Infine la Fenzi, diventerà concessionaria dell’auditorium di 357 metri quadrati, che da diversi anni non è più utilizzato dal Comune per questa funzione, ma viene adibito a spazio ricreativo e di incontro degli ospiti della struttura di ricovero.
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