Gazzettino 11 novembre

Appena si è verificato il primo episodio ci siamo subito allertati, chiedendo immediatamente massima attenzione. Speriamo non ci siano altri casi, qui c’è preoccupazione ed è normale che sia così». Il passaparola corre veloce alla Casa di riposo Mariutto, dove da giorni tiene banco il caso-scabbia. Gli episodi comunicati ufficialmente sono sei, ma i sindacati parlano di epidemia in continua espansione che sta contagiando ospiti, dipendenti e famigliari. Lunedì i carabinieri del Nas (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) hanno ispezionato gli edifici concentrandosi soprattutto sul nucleo “Sole” del padiglione Magnolia, intanto il comitato “Famigliari ospiti” tiene alta la guardia. «Sono stati affissi i cartelli con gli avvisi, abbiamo chiesto che siano applicate con rigore le procedure di prevenzione – sottolinea il presidente del comitato, Paolo Albertini -. Ci auguriamo che non spuntino altri casi e, soprattutto, che il problema venga risolto in fretta. Abbiamo anche chiesto che non vi siano movimenti da quel reparto agli altri, è bene non vi sia promiscuità per evitare che la patologia si diffonda».
Intanto l’Ulss 13 nei giorni scorsi ha messo ben in evidenza sul proprio sito istituzionale un vademecum sulla scabbia. Nessun riferimento esplicito al Mariutto, ma il collegamento appare inevitabile: “Quando si sente parlare di scabbia si pensa ad una grave malattia perché contagiosa, ma è bene evitare allarmismi – scrive l’azienda sanitaria -. È una malattia parassitaria della cute che si trasmette per diretto contatto o con biancheria, non è pericolosa ed è causata da un acaro. Il prurito è particolarmente fastidioso e la possibile complicanza sono le lesioni da grattamento. Per la terapia è in genere sufficiente l’applicazione delle lozioni antiparassitarie. Importante cambiare spesso la biancheria e lavarla ad una temperatura maggiore di 60 gradi, evitare il contatto diretto con chi ha la scabbia, usare dei guanti e tenere ben puliti i locali.