La Repubblica
9 settembre

Un pasto a Bari costa 19,22 euro. Lo stesso pasto in Toscana viene servito esattamente a metà prezzo. Non si parla di ristoranti, ma di ospedali. Il servizio di ristorazione per i pazienti nelle strutture ospedaliere pugliesi viene garantito a caro prezzo: anzi, a peso d’oro se confrontato con quanto avviene nelle altre regioni. Quella della ristorazione è una battaglia fondamentale per vincere la guerra degli sprechi in sanità. Ne è convinto il governo, che secondo quanto riportato dalla Stampa vuole puntare a risparmiare 7 miliardi di euro dal settore, grazie all’uso di nuove tecnologie e a una maggiore efficienza del sistema, a partire dalla spesa nelle forniture ospedaliere.
L’obiettivo è uniformare i prezzi di beni e servizi tra le centinaia di aziende ospedaliere e universitarie in Italia. Ma su questa partita si gioca anche il futuro della sanità pugliese. Non a caso lo stesso presidente della Regione, Michele Emiliano, rispondendo a un tweet del pm Desiree Digeronimo riguardante le differenze di costi nei pasti tra Puglia e Toscana, ha commentato: “Sto verificando il dato”. Quel che è certo è che attualmente in Puglia è molto difficile stabilire quale sia, per esempio, il costo di una semplice siringa, semplicemente perché il prezzo varia da un’Asl all’altra e, in alcuni casi, da un ospedale all’altro della stessa provincia.
Su questo tema la Regione è al lavoro da tempo. Non a caso la delibera che istituiva la centrale unica degli acquisti è stata pubblicata a dicembre scorso. Ora la nuova giunta vuole riprendere il cammino da dove la vecchia giunta l’aveva lasciato. Se ne riparlerà in un nuovo incontro convocato con i dg delle Asl per venerdì prossimo. Un’idea che piace ai sindacati: «Un’ipotesi positiva – dice Biagio D’Alberto, segretario della Fp Cgil Puglia – questa partita doveva essere avviata tempo fa. Approviamo l’accelerazione sul tema della ristorazione, ma non basta. Bisogna estendere l’unificazione degli acquisti su tutti i beni e servizi per ottenere grandi risparmi».