IlPiacenza
2 settembre

Le misure contenute nella delibera di Giunta regionale volta ad abbattere le liste d’attesa per le prestazioni sanitarie sono entrate in vigore a partire dal 1 settembre, giorno in cui l’atto è stato presentato ufficialmente all’Assemblea legislativa in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, ma le operazioni di contenimento precedenti starebbero già dando i loro frutti, dal momento che in regione, nell’ultimo anno, le prestazioni erogate entro i tempi sarebbero aumentate del 72%. 
A luglio 2015, infatti, secondo i dati presentati ieri alla commissione presieduta da Paolo Zoffoli dalla direttrice generale dell’assessorato alla Sanità Kyriakoula Petropulacos, solo in due aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna, Piacenza e Imola, le prestazioni sanitarie erogate con un Iperf inferiore a 90 su 100 hanno superato quelle con un Iperf superiore.
Per Iperf si intende l’Indice di performance, cioè la percentuale di prestazioni garantite, all’atto della prenotazione, entro i tempi regionali: nella delibera della Giunta regionale sulle liste di attesa viene indicato come obiettivo il raggiungimento di un Indice di performance pari o superiore a 90.
Nello stesso mese del 2014 i valori erano invece pressoché invertiti: solo tre Asl, Parma, Bologna e Cesena, garantivano più visite con un Iperf superiore a 90 rispetto a quelle con un risultato inferiore.
A guidare la classifica delle Aziende più efficienti, secondo i dati diffusi in commissione, è Parma: sulle 44 tipologie di prestazioni erogate, tutte hanno un indice superiore a 90. Al secondo posto Reggio Emilia, dove solo ortodonzia non registra un Iperf superiore al 90, e a seguire Forlì, Asl in cui unicamente le visite pneuomologiche, quelle endocrinologiche e gli elettrocardiogrammi Holter non raggiungono i livelli che, nel nuovo programma regionale per abbattere le liste di attesa, permettono alle Direzioni generali di ottenere gli incentivi di risultato.
Sempre secondo la documentazione fornita ai commissari, a Ravenna, 6 tipologie di esame su 42 non ottengono i risultati richiesti, a Ferrara e Rimini, sulle 41 e 43 prestazioni rispettivamente monitorate, si segnalano 8 prestazioni non erogate secondo gli standard; a Cesena non raggiungono gli obiettivi 11 rilevazioni su 40, mentre a Modena sono state 18 le prestazioni con Iperf inferiore a 90. A Bologna sono 22 le prestazioni erogate con indice superiore a 90 e altrettante quelle con indice inferiore, a Imolanon raggiungono gli standard 21 tipologie di visita o esame su 39 e a Piacenza sono 27 su 41.
Rispetto al 2014,- si evince dai dati- tutte le aziende sanitarie registrano miglioramenti, tranne Bologna: nel capoluogo infatti a luglio dello scorso anno, sarebbero state 26 le prestazioni con Iperf superiore a 90, mentre dodici mesi dopo il loro numero sarebbe sceso a 22. A Modena, al contrario, in 365 giorni le performance superiori a 90 sono passate da 3 a 26, su un totale di 44.