VENEZIA Buone notizie per i 3 mila pazienti veneti che, dopo un trapianto d’organo, sono soggetti a trattamento farmacologico a base di ciclosporina, un principio attivo con effetto immunosoppressivo utilizzato per modulare la risposta immunitaria dell’organismo. Accogliendo la richiesta della Regione, che ha dato voce all’allarme lanciato dal alcune Ulss, l’Aifa (Agenzia nazionale del farmaco) ha stabilito che tali medicinali saranno completamente a carico del Servizio sanitario nazionale. In precedenza, l’indicazione del ministero della Salute era quella di rimborsare esclusivamente i farmaci generici – e non quelli di marca – anche in presenza di diverse prescrizioni da parte del medico curante. Una circostanza che esponeva i pazienti ad un aggravio di spesa mensile superiore ai 300 euro per un salasso complessivo stimato intorno ai 250 mila. «Questa volta abbiamo colto i “tagliatori” di Renzi con le mani nelle tasche della gente e una sana bacchettata sulle dita li ha costretti a battere in ritirata», il commento del governatore Luca Zaia «in ogni caso non avremmo permesso in ogni caso questo questo insulto ai malati e ci saremmo fatti carico noi dei costi. Ma è solo l’inizio, noi analizziamo quotidianamente al microscopio ogni atto nazionale in materia di sanità. Se in giro ci sono altre assurdità del genere, Roma le elimini spontaneamente altrimenti, prima o poi, le becchiamo noi». Sempre in tema di farmaci, un’altra novità arriva dal Veronese: i radiofarmaci, una delle nuove frontiere della medicina, saranno prodotti all’ospedale “Sacro Cuore” di Negrar e distribuiti gratuitamente a tutte le medicine nucleari del Veneto. Si tratta di farmaci contenenti un radioisotopo attivo, che hanno un impiego particolarmente spiccato nella diagnostica in campo oncologico, cardiologico, neurologico (come per la diagnosi precoce dell’Alzheimer) e delle infezioni e vengono usati principalmente negli esami effettuati con la Tomografia a emissione di positroni (Pet). La produzione ha preso a completamento di un progetto per la realizzazione della struttura di produzione costato 12 milioni di euro, alla presenza del governatore, accompagnato, tra gli altri, dall’assessore regionale Luca Coletto e dal direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan.