Quotidiano E-R
1 settembre

Dieci milioni di euro per l’assunzione di nuovi professionisti, un responsabile unitario in ogni Asl per l’accesso alle prestazioni specialistiche, un numero verde in ogni Azienda per le prenotazioni telefoniche, apertura degli ambulatori anche nel fine settimana, prestazioni di libera professione a committenza aziendale a tariffa calmierata pari al ticket, accordi con le Regioni confinanti per garantire la reciprocità nell’erogazione di servizi e la creazione di un Osservatorio regionale per i tempi di attesa: sono solo alcuni degli interventi in programma nei prossimi 16 mesi per ridurre le liste di attesa in sanità in Emilia-Romagna. 
A illustrarli questo pomeriggio alla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffolila direttrice generale dell’assessorato regionale alla Sanità, Kyriakoula Petropulacos. Un fronte su cui la Regione, rivendica la direttrice generale, sta già ottenendo risultati: in 12 mesi, da luglio 2014 a luglio 2015, le prestazioni con un indice di performance inferiore al 60% sono passate dal 36 al 12% del totale, mentre quelle con indici superiori al 90% sono aumentate dal 43 al 73%.
Le prime tre azioni in programma per il governo dell’accesso alle prestazioni, con scadenze che vanno dall’1 settembre fino al 31 dicembre 2015, sono- illustra la direttrice generale- la nomina in ogni azienda sanitaria del Responsabile unitario dell’accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali, l’utilizzo di uno strumento informatico di evidenza dell’offerta e delle attese in tempo reale e di uno per la valutazione settimanale delle performance e un sistema incentivante per le Direzioni strategiche e per i responsabili delle aree professionali coinvolte che dovrà tenere conto prioritariamente dei risultati ottenuti sulla riduzione dei tempi di attesa.
Attenzione particolare, spiega Petropulacos, sarà dedicata al tema della appropriatezza, a partire dall’erogabilità sulle prescrizioni di Rm e Tac osteoarticolari. Via libera poi al coinvolgimento dei professionisti di almeno due specialità in ogni ambito provinciale in “meccanismi di afferenza simil-dipartimentale” e allo sviluppo e al consolidamento dei percorsi dedicati ai pazienti affetti da patologia cronica.
Per quanto riguarda i sistemi di prenotazione, l’obiettivo principale della Regione- prosegue la direttrice- è “facilitare l’accesso al cittadino, utilizzando tutti i canali prenotativi previsti”: da qui alla fine dell’anno sono quindi in programma l’attivazione di un numero verde aziendale per le prenotazioni telefoniche, un programma di formazione per operatori di call center e la prenotabilità tramite CupWeb almeno di tutte le prestazioni oggetto di monitoraggio per i tempi di attesa.
Un altro fronte di intervento saranno i sistemi per ridurre le mancate presentazioni, “non solo per garantire che gli utenti ricordino gli appuntamenti già fissati tramite i meccanismi di promemoria, oltre che di recall per le prestazioni più critiche o a maggior consumo di risorse”, sottolinea Petropulacos, “ma anche per creare le condizioni perché sia loro possibile disdire le prenotazioni già effettuate e che da tali disdette si originino effettivi posti liberi da utilizzare per altri utenti”.
La direttrice generale annuncia “grande impegno” anche per il “miglioramento della capacità produttiva”, attraverso “la semplificazione delle codifiche nelle agende di primo accesso”, “la presa in carico della struttura delle prestazioni inserite nelle agende di II livello”, “l’incremento delle prestazioni di primo accesso offerte dai sistemi Cup nelle strutture pubbliche e accesso diretto ai punti prelievo”, “l’utilizzo finalizzato al recupero delle liste di attesa della quota derivante dalla applicazione del 5% prevista dal decreto Balduzzi, stimabile a livello regionale in 5 milioni di euro”, “la garanzia dell’apertura degli ambulatori istituzionali per le prestazioni critiche nelle intere giornate dal lunedì al venerdì e l’attivazione per le prestazioni critiche delle aperture al sabato e alla domenica” e “l’attivazione di prestazioni di libera professione a committenza aziendale a tariffa calmierata pari al ticket”.
Novità in arrivo anche per quanto riguarda l’attività libero-professionale intramoenia, con l’obbligo di coerenza fra volumi erogati in regime istituzionale e liste di attesa e svolgimento dell’attività intramoenia e ulteriori 5 milioni di euro, cifra pari al 35% degli importi dedicati al riconoscimento di attività aggiuntiva, per il reclutamento di professionisti nelle aree di maggiore criticità.
Sull’utilizzo delle piattaforme informatiche, prosegue Petropulacos, i programmi regionali prevedono entro la fine dell’anno la dematerializzazione del 90% delle prescrizioni, la messa a regime della scheda sanitaria individuale di tutti i medici di medicina generale sperimentatori, l’attivazione dei servizi di refertazione digitale sul totale delle strutture che eseguono prestazioni di diagnostica per immagini con invio alla rete Sole di ogni relativo referto digitale e infine l’utilizzo della refertazione in remoto, “nei casi che permettono un reale miglioramento della qualità assistenziale”.
In programma anche, annuncia la direttrice generale, “accordi regionali con il privato accreditato per la riconversione di parte del budget per i ricoveri ospedalieri in attività specialistica finalizzata al miglioramento dei tempi di attesa ed in materia di recupero della mobilità passiva per risonanza magnetica” e “accordi inter-regionali sulla mobilità sanitaria con le Regioni confinanti, per garantire condizioni di reciprocità nella erogazione dei servizi alla persona”.
Sarà poi creato, conclude, un Osservatorio regionale per i tempi di attesa, con lo scopo di monitorare nelle diverse Aziende sanitarie le azioni inerenti il contenimento dei tempi di attesa, i volumi di attività erogati nei regimi istituzionali e in libera professione intramoenia. A comporlo saranno un direttore sanitario per ciascuna Area vasta, un responsabile unitario dell’accesso per ciascun Ambito territoriale, i responsabili del servizio Assistenza territoriale e del servizio Assistenza ospedaliera della Direzione generale Sanità e collaboratori regionali dei Servizi che hanno competenze in materia di accesso alle prestazioni sanitarie. L’Osservatorio elaborerà due relazioni annuali sui risultati ottenuti.
Raffaella Sensoli (M5s) si è definita “particolarmente sorpresa” del fatto che “siano stati colti alcuni dei nostri suggerimenti” come “le tariffe calmierate, che hanno quasi lo stesso effetto del bonus che avevamo proposto”: altri passi in avanti, suggerisce la consigliera, potrebbero essere “il registro unico per la prenotazione degli interventi chirurgici, un sistema di prenotazione regionale per le prestazioni specialistiche e un sistema per velocizzare il dialogo tra medici di base e nuclei di cura primari”. Inoltre, prosegue, “la Regione deve essere chiara: se non è l’aumento dell’offerta, ma la riduzione delle prescrizioni, a risolvere il problema delle liste di attesa, perché si vogliono aprire gli ambulatori anche di domenica, quando ancora ci sono medici che aspettano il pagamento degli straordinari arretrati?”.
Secondo Tommaso Foti (Fdi-An) “non si possono abbattere le liste di attesa riducendo le prestazioni erogate” e inoltre “non è corretto riportare solo in valori relativi, e mai assoluti, l’eventuale miglioramento delle prestazioni”. Il consigliere coglie quindi l’occasione per chiedere alla Regione chiarimenti su una circolare che inviterebbe i medici a prescrivere il minor numero possibile di risonanze magnetiche, e ricorda che “nonostante gli annunci, rimangono difficoltà in realtà come Piacenza e Imola, non a caso le aziende sanitarie con il minor numero di pazienti dell’Emilia-Romagna”.
“Il tema dell’appropriatezza e della frequenza delle prescrizioni ci porta a pensare che la battaglie sulle liste di attesa non si vince solo aumentando le prestazioni”, rimarca invece Giuseppe Boschini (Pd), “serve che tutta la filiera delle prescrizioni si responsabilizzi in direzioni di un uso forte della appropriatezza come strumento di qualità”. Anche secondo Giuseppe Paruolo (Pd) “è ormai confutata l’idea che basti aumentare l’erogazione delle prestazioni per ridurre le liste d’attesa: la strada intrapresa dall’assessorato alla Sanità è positiva, la sfida ora è quella della massima trasparenza e del rendere facilmente fruibili tutte le informazioni”.
Il presidente della commissione Paolo Zoffoli in conclusione ha sottolineato “la volontà politica e il piano tecnico molto importante dietro questo progetto, da parte nostra possiamo assicurare che la Commissione farà il massimo per verificare la rispondenza delle azioni messe in campo”.