Quotidiano E-R
7 gennaio

La Regione Emilia-Romagna dovrebbe “rivedere, preso atto delle esigenze del territorio e dell’ampio bacino di utenza a cui si fa riferimento, il procedimento di riorganizzazione del pronto intervento di Bagno di Romagna ripristinando l’operatività della seconda ambulanza così come è stato finora”.
Lo sostiene Massimiliano Pompignoli (Ln), in una interrogazione alla Giunta in cui ricorda che “a partire dal 10 febbraio, dopo la riorganizzazione del servizio di pronto intervento e 118 dell’ospedale Angioloni di Bagno di Romagna in provincia di Forlì-Cesena, sarà in servizio a San Piero una sola ambulanza mentre la seconda, quella con personale in reperibilità, arriverà dall’ospedale Cappelli di Mercato Saraceno o dal Bufalini di Cesena”.

Secondo il consigliere si tratta di una sperimentazione che “comporta gravi ripercussioni per tutto il bacino di utenza della zona, andando ad incidere sulla copertura, sulla qualità e sulla reperibilità del servizio di pronto intervento”, e per questo motivo chiede all’esecutivo “se condivida le strategie operative messe in atto dai vertici dell’Ausl unica di Romagna”.

Pompignoli in particolare porta all’attenzione della Giunta “forti dubbi sui carichi di lavoro delle tre ambulanze in dotazione all’ospedale Bufalini di Cesena e gravi timori sulla malaugurata ipotesi di una sovrapposizione di interventi che ne impedirebbe un loro immediato utilizzo” e punti critici come “la preoccupazione per l’arrivo di equipaggi di volta in volta diversi, non abituati e non a conoscenza di procedure e funzionamento di attrezzature ritenute invece importantissime nella fase preanalitica del paziente” e “la dilatazione dei tempi di percorrenza dell’E45 in alcuni periodi dell’anno, soprattutto in quello invernale, da parte di ambulanze provenienti da Cesena o da Mercato Saraceno che potrebbero rivelarsi decisivi per interventi di primo soccorso nel territorio di Bagno di Romagna”.