La Tribuna di Treviso, 29 maggio 2019

SAN ZENONE. Oltre mille persone lunedì hanno affollato la chiesa arcipretale di San Zenone per l’ultimo saluto a Manuela Marcon, la mamma di soli 43 anni, scomparsa la scorsa settimana dopo aver affrontato una lunga e difficile malattia che purtroppo non l’ha risparmiata. In tanti hanno voluto stringersi al compagno Damiano, al piccolo figlio, ai genitori Italo (già negli anni Ottanta sindaco di Fonte, da dove era originaria Manuela) e Nadia e ai fratelli Laura e Alessandro.
I bambini. Spiccava la presenza di molti bambini della scuola elementare, compagni e amici di Leonardo, che insieme ai loro genitori in questi anni hanno sostenuto Manuela durante il percorso difficile della malattia. Una vicinanza affettuosa che i bambini hanno voluto sottolineare anche nel momento dell’ultimo saluto quando, alla fine della cerimonia, le hanno dedicato una canzone guidati dal maestro Federico.
Il suo cuore grande. Manuela lascia in tutti il ricordo di una persona umile e a servizio di tutti: lo aveva dimostrato nel suo lavoro come operatrice sociosanitaria alla casa di riposo di Crespano del Grappa, lo dimostrava nel tempo libero con il suo impegno in parrocchia, a San Zenone, nel Gruppo famiglie e nel gruppo teatrale “Gli Allegri Smemorati”. Manuela ha affrontato il calvario della sua terribile malattia grazie alla sua fede incrollabile, vissuta con semplicità nel quotidiano. Per lei aveva un significato particolare anche essere cooperatrice delle Dorotee ed era nota la sua grande devozione per la Madonna della Salute che spesso invocava nelle sue preghiere e nei suoi momenti di ritiro nel Santuario di Sopracastello.
Un aspetto fondamentale che è stato ricordato nell’omelia da padre Angelo dei Padri Passionisti, sua guida spirituale, dove ha sottolineato la fede e lo spirito cristiano che ha contraddistinto la vita di Manuela: «Si è sempre posta con una disponibilità di cuore e con docilità nell’accettare la malattia. Aveva una fede grande, intrepida e viveva profondamente la vita spirituale, pregando per sé e per gli altri. Voleva vivere per essere testimonianza di Cristo risorto e, nonostante la malattia, non si è mai arrabbiata, pronta a combattere ma allo stesso tempo desiderosa di compiere la volontà di Dio».
La gratitudine. Nel corso della cerimonia funebre è stata ricordata anche la sua profonda gratitudine nei confronti dei genitori degli amici del figlio che spesso si sono prodigati nell’aiutare la famiglia e ci chiunque avesse pregato per lei. Una gratitudine che Manuela aveva voluto esprimere in modo tangibile nell’ottobre scorso con una cerimonia al Santuario della Madonna del Monte in cui aveva detto: «Con la vostra vicinanza e amore mi avete dato la certezza che il Vangelo è vivo e tangibile». Una testimonianza che ora continuerà nel ricordo di una donna speciale che con la sua semplicità con la sua disponibilità ha trasmesso agli altri il medesimo messaggio.