La Nuova, 16 gennaio 2016

SAN DONÀ La Porta Nord si apre alla città, ieri l’incontro con i privati coinvolti nel progetto che vuole ridisegnare tutti gli assetti urbanistici ed economici della città, con un nuovo polo anche per il trasporto pubblico su gomma e rotaia. Ieri in Comune sono giunti i soci di Confrutta e di Cantina Sociale, le maggiori aree coinvolte a partire dalla zona dello stadio Zanutto per arrivare al Silos oltre la cantina. Il sindaco, Andrea Cereser, ha indicato le linee guida per questo sviluppo della città che ha bisogno della spinta necessaria per il rilancio dell’economia. La crisi non può essere più una scusa o un ostacolo. Bisogna crederci. Questo il suo messaggio, consapevole del ruolo che dovrà avere San Donà nel Veneto Orientale, riconosciuto comunque dalla città Metropolitana con una sua autonomia. La cittadella degli anziani. Nell’area dello stadio Zanutto, assieme all’Asl 10, verrà concepita la localizzazione di servizi sociali e sanitari dedicati per lo più agli anziani. Una popolazione che continua a veder crescere le aspettative di vita necessiterà di strutture e servizi efficienti per anziani, non autosufficienti, disabili e quant’altro. Dovranno necessariamente procedere assieme all’Asl 10 che potrebbe trasferire qui parte dei suoi uffici. La fiera. Resterà dove si trova, con tutta probabilità, ma l’area dovrà essere ristrutturata o adeguata alle esigenze di una fiera permanente o quasi e non limitata alla campionaria nella cornice della fiera del Rosario. Un intervento da non meno di 15 milioni. La cantina dei talenti. Anche qui, di fianco alla fiera, nella suggestiva ex cantina sociale, potrebbe sorgere un luogo in cui i giovani troveranno riferimenti per il mondo del lavoro. Una fucina di talenti, idee innovative, corsi, start-up aziendali. Un progetto in cui il sindaco e l’assessore alla cultura, Chiara Polita, credono molto. Trasporto pubblico. Il sindaco ha già parlato con Rfi. Entro un paio d’anni si tratterebbe di spostare non solo la stazione dei treni circa 300 metri più avanti, all’altezza del sottopasso ciclopedonale di Mussetta, ma trasferire anche quella delle corriere Atvo per avere un unico polo del trasporto pubblico in cui transiterà anche la metropolitana di superficie per il trasporto veloce da e per Venezia. Nessuna quadruplicazione della linea, si lavorerà su quella esistente e quindi anche i residenti non dovranno temere nulla dopo le polemiche sulla Tav. L’investimento complessivo per la Porta Nord è di 40 milioni. La novità è che gli enti pubblici potranno avere finanziamenti non più a fondo perduto. I soldi si potranno trovare, ma dovranno essere restituiti nel corso degli anni. Una parte fondamentale dovrà essere svolta dai privati che vorranno investire.