Giornale di Vicenza 2 gennaio

Sono contento anche se un po’ sorpreso. Sa, la mia area di azione é stata sempre Treviso. All’Ulss 9 ho fatto per 5 anni il direttore amministrativo e per 3 il direttore generale. Solo due giorni fa firmavo il contratto per la realizzazione della nuova cittadella sanitaria con un progetto di finanza che è il più grande d’Italia nel campo della sanità degli ultimi anni, e con un atto che suggella un percorso iniziato con Claudio Dario». La prima (serena) impressione di Giorgio Roberti, dopo l’investitura di supermanager con il duplice incarico di neodirettore generale dell’Ulss di Bassano e commissario dell’azienda dell’Alto Vicentino, è un mix di comprensibile stupore e di sincera soddisfazione: «Mi sono state assegnate due Ulss in buona salute. Per la verità le conosco solo per la reputazione. Quando si faceva il monitoraggio regionale nelle riunioni con i colleghi emergevano sempre fra le migliori. Arrivo, quindi, in due realtà positive anche se ora bisognerà guardare nel dettaglio e dividersi in modo equo per non avere recriminazioni. È un compito nuovo da sperimentare sul campo, in cui sarà molto importante tenere i rapporti con i sindaci del territorio».

Nessuna delusione, dunque:

«No. Francamente mi aspettavo qualcosa di simile. C’è in ballo la riforma, ci sono le difficoltà delle legge-Madia. Sapevo che il presidente Zaia avrebbe fatto scelte non scontate. Ripeto: ero semplicemente in attesa. E, in effetti, tranne in due casi, c’è stata una rotazione generale. Inutile negare che a Treviso sarei rimasto volentieri. La 9 è una bella realtà. Ma questo è il nostro lavoro e cambiare fa bene, dona stimoli a noi stessi e all’apparato».

Roberti, 59 anni, è nato e vive a Oderzo, nella Sinistra Piave – tiene a dire – della gente che ama la concretezza. È laureato in scienze politiche, ha conseguito un master in comunicazione e marketing, e si è perfezionato in management degli approvvigionamenti in sanità. La sua carriera è poi proseguita sempre o quasi nell’orbita dell’Ulss trevigiana, anche se il percorso nel 1985, all’epoca delle 36 aziende sanitarie, inizia come collaboratore negli uffici di direzione e del personale dell’allora Ulss 11 Opitergina-Mottense. Nel 1990 è responsabile della direzione generale dell’Ulss di Oderzo ma anche direttore amministrativo della locale casa di riposo. Quando le Ulss 10 e 11 si accorpano nella 9, andrà avanti fino agli incarichi di vertice. Dal 2008 al 2012 è direttore amministrativo accanto a Dario, e dal 2013 gli subentra come dg. La perla del suo mandato alla guida dell’azienda della Marca resta, come detto, il sigillo sul contratto tra l’Ulss 9 e la Società “Ospedal Grando srl” per la costruzione della cittadella sanitaria di Treviso che dovrebbe concludersi entro il 2020. «Un vero e proprio modello – ha detto nell’occasione Zaia – che considero replicabile in tutto il Veneto». Un’opera dei grandi numeri del valore di 250 milioni divisi tra pubblico e privato in progetto di finanza, e un disegno concepito dalla stessa Ulss 9 grazie a oltre 200 esperti tra medici e altri professionisti dipendenti. Ora, però, ci saranno da governare e omogeneizzare, secondo una inedita (e tutta da scoprire) logica delle Ulss provinciali, due aziende vicentine che hanno organizzazioni e tradizioni diverse. Ci sarà da fare. E Roberti avrà poco tempo per dedicarsi all’amato nuoto. «Fino ad oggi avevo la piscina vicino a casa. Ora si cambia vita».