Il Mattino, 14 gennaio 2016

«Nessun trattamento di favore: destagionalizzando i dati saremmo nella stessa condizione dell’Istituto Configliachi». Lo spiega il direttore generale dell’Oic di Padova Ernesto Burattin rispondendo alle polemiche sollevate dalle direzione dell’Ipab sull’assegnazione delle quote. «Nel 2014 la nostra struttura poteva contare su 667 ospiti assegnatari di impegnativa di residenzialità – prosegue – l’anno scorso ne avevamo 678, 11 in più del 2014 ma questo a fronte di un aumento dei posti letto disponibili di 144 unità grazie alla Casa dei Fondatori del Nazaret che ha aperto i battenti a marzo, a circa un anno dalla consegna del sito. Qui abbiamo potuto contare su 52 nuovi ospiti assegnatari. In sostanza senza l’investimento della Casa dei Fondatori avremmo assistito ad una perdita di 41 ospiti coperti da quote sanitarie, più o meno quante ne ha perse il Configliachi». L’Oic, conta 2.200 posti letto, 1700 dipendenti ed un fatturato complessivo intorno ai 73 milioni di euro nelle 11 strutture delle province di Padova, Treviso e Vicenza. «Il meccanismo di assegnazione è normato da leggi regionali che stabiliscono il diritto di libera scelta del singolo ospite – continua il direttore generale dell’Opera Immacolata Concezione. – Certo è vero che dal 2014, con la modifica del Rur, non è più possibile verificare tutto il sistema delle assegnazioni e auspichiamo che si possa tornare al più presto al modello precedente, ma è anche vero che il sistema è affidato a commissioni pubbliche terze che hanno precise regole e modalità di definizione dei punteggi assegnati a ciascun richiedente sulla base delle sue stesse indicazioni». I due colossi dell’assistenza, l’uno (l’Oic, Fondazione privata onlus) forte a Padova di 900 posti letto e 800 lavoratori, l’altro (il Configliachi, Ipab pubblico in fase di trasformazione in fondazione) 444 posti letti e circa 340 lavoratori, si scontrano da giorni in un contesto che vede un sostanziale congelamento delle quote sanitarie regionali a fronte di un appesantimento del ruolo assistenziale a carico delle strutture. «Nessuna polemica – spiega Pierluigi Donà, direttore del Configliachi. – Ci siamo limitati a segnalare una situazione sulla base di dati forniti dall’Usl 16 in via ufficiale. Nessuno può smentire la matematica: fatti 100 i posti letto disponibili è un fatto che, nel 2015, il Configliachi ha ricevuto 24 impegnative e l’Oic 41, con una progressione che negli ultimi due anni è notevole. La questione vera sta nei confronti della Regione che dovrebbe finanziare prima le Ipab, che sono pubbliche, poi gli istituti privati, non il contrario».