“Mantenere in funzione il punto nascite di Castelnovo ne’ Monti (Re), sospendendo ogni depotenziamento e modifica in atto nei presidi ospedalieri di tutta la regione, almeno fino ad approvazione del nuovo piano ospedaliero regionale”. A chiederlo, attraverso la presentazione di una risoluzione all’Assemblea legislativa e di una interrogazione alla Giunta, sono Raffaella Sensoli e Gian Luca Sassi (M5s).
I due consiglieri esortano la Giunta “ad agire nella Conferenza Stato-Regioni, in ordine all’accordo sulla salute firmato nel 2010, affinché la normativa in essere sia adeguata alle esigenze della popolazione, escludendo la chiusura dei punti nascita per le realtà montane, valutando sulla base dei requisiti che comprendano gli aspetti territoriali, i livelli professionali, strutturali e tecnologici e non avendo come discrimine essenziale il solo riferimento numerico dei parti annui”.
Il presidio ospedaliero Sant’Anna di Castelnovo ne’ Monti, sottolineano Sensoli e Sassi, “con 200 nascite all’anno, serve un’area che arriva fino a Civago, distante 72 chilometri da Reggio Emilia”. La chiusura del punto nascita “inciderebbe negativamente sul territorio appenninico, la programmazione sanitaria delle regioni montane non può prescindere da quel principio di sussidiarietà responsabile che tiene il più vicino possibile ai cittadini i servizi di base”.