Gazzetta di Reggio
5 ottobre

REGGIO EMILIA I bambini delle quattro sezioni hanno sfidato il cielo nuvoloso, sfilando rumorosi per il quartiere e riuscendo – alla fine – a far fare capolino sul loro asilo a un pallido sole. Così un quartiere intero ieri mattina ha potuto festeggiare i 70 anni di vita della scuola dell’infanzia parrocchiale “Don Primo Carretti”. Una festa che il parroco di Sant’Alberto, don Pietro Adani, ha voluto che fosse la più “aperta” possibile, invitando nel salone della scuola non solo i bimbi che oggi la frequentano, non solo i loro genitori, ma anche tutti coloro che in quella scuola hanno vissuto un pezzo della loro esistenza: come maestre che ora insegnano altrove, allievi d’un tempo oggi cresciuti, volontarie e cuoche che per anni hanno convissuto assieme ai bimbi del quartiere “Stranieri”. E il primo saluto è stato quello del vescovo di Reggio Massimo Camisasca, portato dal vicario per la città, il parroco di San Pellegrino, don Giuseppe Dossetti. Una storia di comunità a cui ha voluto rendere omaggio anche il Comune, con il vice sindaco Matteo Sassi e l’assessore alla scuola Raffaella Curioni che hanno preso parte prima all’incontro nel salone e poi all’inagurazione della rotonda che collega via Mazzacurati a via Einstein, a pochi passi dalla chiesa e dall’asilo. Una rotonda che proprio i bimbi della scuola hanno arredato con figure geometriche colorate che circondano – allo scopo di proteggerlo – il giovane albero al centro della rotatoria. Una storia di comunità – quella del “Don Carretti” – tratteggiata nel suo intervento da un ex allievo , Gianluca Chierici, già assessore provinciale alla scuola. E proprio Chierici ha ripercorso i 70 anni di vita di questa istituzione, sempre a contatto e quasi in simbiosi con quella zona ancora oggi popolare della città che va da Ospizio a San Maurizio comprendendo appunto anche il Villaggio Stranieri. Una istituzione voluta dal parroco di Ospizio don Primo Carretti, fatta crescere e ampliata dal suo successore don Antonio Messori e poi da don Eleuterio Agostini, ieri festeggiatissimo da ex allievi e genitori che lo ricordano come l’anima di quella scuola.Il passato, quindi, fatto di volontà di rinascita («Non è secondario – ha ricordato nel suo intervento il vice sindaco Matteo Sassi – che nel 1945, mentre Reggio provava a uscire dalla guerra e dalla dittatura, vi fossero persone che pensavano e volevano ripartire proprio dall’educazione dei più piccoli»), ma anche il presente di una scuola che, senza rinunciare alle proprie radici cattoliche ha saputo e e continua ad offrire alla città – ha ricordato nel suo intervento la presidente della Fism Sandra Rompianesi – un servizio educativo di qualità. Eppoi un futuro che il parroco don Adani vuole che per il suo asilo coincida con lavori di ristrutturazione: grazie al contributo assicurato dal Comune, nella prossima estate dovrebbe iniziare il restyling del tetto e di altre parti dell’immobile. In modo da consentire a questo asilo ricco di storia e di storie, di continuare a festeggiare compleanni come questo.