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22 settembre
Il Governo vuole modificare il regime di esenzione. Legacoopsociali: “Aumentodei costi del 3,5% in un settore che ha una marginalità netta media dello 0,63%”. In pericolo i servizi per anziali e disabili
REGGIO EMILIA – Dall’ultima Direzione regionale di Legacoopsociali è uscita una forte preoccupazione per l’annuncio del Governo, intenzionato a modificare il regime Iva per le cooperative sociali.
“Le imprese più colpite – hanno spiegato il presidente regionale di Legacoop Giovanni Monti e il responsabile di Legacoopsociali Alberto Alberani – sono quelle che in questi anni hanno raccolto la sfida delle pubbliche amministrazioni facendo investimenti e impegnandosi nella gestione diretta dei servizi. Per queste cooperative l’impatto negativo dell’eventuale  passaggio all’esenzione si aggira intorno al 3,5% di aumento di costi”. Questa preoccupazione è emersa con chiarezza nella Direzione regionale anche dalle cooperative sociali di Legacoop Emilia Ovest, in particolare di Reggio Emilia e Parma, che già da tempo segnalano i forti rischi derivanti da una scelta del genere.
“La marginalità netta media del settore – spiegano Giovanni Monti e Alberto Alberani –  è pari allo 0,63%: non ci sono le risorse per assorbire tali incrementi di costi. La preoccupazione delle associate è altissima. Si mette in discussione la tenuta dei bilanci, con un grave effetto anche sull’occupazione e il pericolo di chiusura di molti servizi rivolti a persone anziane e disabili gestiti dalle cooperative sociali”. Dati molto preoccupanti, con la scelta di modificare il regime Iva, sono usciti dalle accurate analisi di un campione significativo di cooperative reggiane e parmensi.
Da tempo – hanno aggiunto Monti e Alberani – si assiste a una serie di attacchi immotivati alla cooperazione sociale, ultimo nei giorni scorsi quello del prefetto di Roma, Franco Gabrielli, che ha descritto l’insieme della cooperazione sociale, in particolare le cooperative formate da persone svantaggiate, come fossero realtà dedite ad attività criminose. Si vuole costruire –  sottolinea Legacoop – un clima negativo nei confronti della cooperazione, in particolare di quella sociale, senza la quale il welfare di questa regione e di questo paese andrebbe in crisi verticale. E questo avviene mentre le cooperative sono impegnate a concretizzare nuovi progetti per aumentare l’occupazione e creare nuovi servizi rivolti alle nostre comunità e per affrontare positivamente i problemi posti dalle ondate migratorie, anche nell’ottica dell’ottimo patto per il lavoro sottoscritto in Regione Emilia-Romagna. L’attacco alle cooperative sociali è un attacco al welfare”.