REGGIO EMILIA La narrazione della sofferta odissea di un disabile ha smosso il palazzo. La Gazzetta di Reggio aveva dato voce, lunedì, a Giuseppe Raguso, un ventiduenne quotidianamente costretto a scontrarsi con la carrozzina contro le molteplici barriere architettoniche erette nella città che si vanta di essere a misura delle persone. La consigliera Annalisa Rabitti, che senza entrare in giunta ha ricevuto dal sindaco la delega per la disabilità e la città senza barriere, l’ha subito invitato in municipio per cercare insieme una soluzione ai problemi da lui denunciati con tanta passione e veemenza. «Devo ringraziare la Gazzetta – dice il giovane – per avere pubblicato con molto risalto il mio appello. Dopo avere letto il giornale Annalisa Rabitti mi ha convocato nel suo ufficio, dove mi sono recato lunedì pomeriggio accompagnato da mio padre». Anche nel centro storico, nonostante l’isola pedonale e la zona a traffico limitato, sono molti gli ostacoli che i disabili incontrano. In piazza Prampolini la pavimentazione è dissestata. Raguso ha dovuto forzare il motore della carrozzina per superare i dislivelli fra i lastroni di granito e usare la massima cautela per non rischiare di capovolgersi. «Per fortuna – riferisce – non ho poi incontrato difficoltà per salire al primo piano del municipio. Dalla retrostante piazza Casotti si accede comodamente all’ascensore». L’incontro con Annalisa Rabitti è stato molto cordiale e fruttuoso. «La consigliera mi ha detto di capire le mie difficoltà avendo un figlio disabile. Conosce bene il dissesto di piazza Prampolini e propone di rimediarvi realizzando un percorso adatto alle carrozzine e alle biciclette. Mi ha invitato a far parte del tavolo di consultazione sui problemi del trasporto e delle barriere architettoniche. Si riserva, a tale proposito, di illustrarmi gli altri progetti che ha in mente». Il giovane aveva segnalato la mancanza, in molti autobus, della piattaforma per caricare la carrozzina, l’assenza di rampe d’accesso in parecchi negozi del centro e gli impedimenti dovuti alle automobili parcheggiate in modo inappropriato. Il colmo gli era capitato allo stadio Mapei, in un posto riservato ai disabili con una visibilità sul campo di gioco fortemente limitata da una ringhiera.