Quotidiano E-R
15 ottobre

Il recente caso del medico specialista in ostetricia e ginecologia di un ospedale del ravennate denunciato perchè avrebbe visitato pazienti a pagamento nel suo reparto nell’orario di servizio, usando attrezzature del nosocomio, rivelerebbe “l’assenza di un controllo serio e costante sulle attività intramoenia”.
Ne sono convinti Raffaella Sensoli, Andrea Bertani e Gian Luca Sassi (M5s) che sull’argomento hanno presentato una interrogazione alla Giunta regionale per sapere se non ritenga opportuno “revocare i premi di risultato ai vertici aziendali che- sottolineano- nonostante avessero un apparato tecnico più che adeguato non esercitarono le loro funzioni di controllo, necessarie ad evitare casi come quello in questione”.
“Alla luce dei casi che periodicamente emergono”, gli esponenti M5s sollecitano la Giunta “ad avviare un’indagine straordinaria ed estesa a tutte le strutture regionali sanitarie” e a “individuare percorsi certi e tutelati di ascolto innanzitutto degli stessi operatori sanitari”. Operatori, precisano, che sono oggi “costretti a ricorrere a denunce anonime per l’impossibilità di comunicare con i vertici aziendali e per paura di ritorsioni”.
Ad avviso di Sensoli, Bertani e Sassi, “il modus operandi, anomalo e disonesto, di pochi operatori sanitari, se non è individuato in tempo utile, getta discredito sui tanti che giornalmente svolgono con dedizione e sacrificio il proprio lavoro compensando, in molti casi, con il proprio buon operato anche problemi organizzativi delle strutture sanitarie”.