Gazzettino

L’Ulss 18 ingrana la marcia sulla riqualificazione dell’ex ospedale, varando il progetto definitivo per i tre piani in cui saranno realizzati due Centri diurni disabili e concedendo al Comune di Lendinara l’usufrutto sugli altri due piani per ricavare il centro antiviolenza. Con due decreti del direttore generale Arturo Orsini l’azienda sanitaria definisce il suo ruolo nel recupero del blocco dell’ex nosocomio inutilizzato. Il progetto definitivo approvato per il primo stralcio prevede che l’Ulss 18 ristrutturi il piano terra, il primo e il secondo piano con una spesa di un milione e mezzo di euro per ricavare locali che ospiteranno due Cdd (Centri diurni disabili) che serviranno l’Alto Polesine con oltre mille metri quadri di spazi dedicati alle attività di 53 disabili. Per condurre in porto l’operazione l’azienda darà in permuta alla ditta appaltatrice dei lavori villa Boggian, che ha un valore stimato in 360mila euro, e ha quindi chiesto alla Regione di svincolare l’edificio (ottenuto con un lascito) dai fini sanitari.
Orsini ha chiesto inoltre alla Regione l’autorizzazione per poter concedere l’usufrutto dei piani terzo e quarto al Comune per realizzarvi un centro antiviolenza e una casa rifugio per mamma e bambino. Il Comune ha proposto di aggiornare il protocollo d’intesa sottoscritto dalle due parti (la prima versione risale al 2011 e prevedeva l’idea del centro diurno anziani al secondo piano, ormai superata). L’ente locale concederebbe all’azienda sanitaria l’uso a titolo gratuito di alcuni locali al grezzo al piano terra della parte già ristrutturata dell’ex ospedale, per consentire l’ampliamento del Punto Sanità e lo spostamento del punto prelievi per le analisi di laboratorio, inoltre le parti stanno concordando anche interventi sulle parti esterne, in particolare l’asfaltatura e l’illuminazione del parcheggio interno del Punto sanità per la sosta di un centinaio di mezzi. Per quanto riguarda il centro antiviolenza, la questione dovrà essere esaminata dal Consiglio comunale per trovare le risorse mancanti, circa 250mila euro.