Arena, 22 maggio

Bambini dell’asilo? Malati di Alzheimer? Profughi? Niente affatto. Ad Albaredo potrebbero arrivare i detenuti psichiatrici. Irrompe come un uragano, nel mezzo della campagna elettorale, l’ultima proposta di sistemazione dell’ex casa di riposo «Villa Grassi Perosini» presentata dalla cooperativa «Promozione e lavoro» di San Bonifacio. Alcune settimane fa, il Cda dell’Ipab albaretano ha ricevuto una richiesta di incontro dal presidente della coop, Giorgio Roveggia, per discutere del progetto di ristrutturazione del fabbricato e di creazione di un centro di recupero per pazienti psichiatrici, condannati a scontare una pena detentiva.
Mentre a Nogara le minoranze continuano ad alzare le barricate contro il progetto della «Rems» (Residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria) all’ex ospedale «Stellini», Roveggia ha studiato il piano per la realizzazione di una sorta di «pre-Rems» ad Albaredo. Si tratterebbe, dunque, di una struttura transitoria per cercare di ovviare al ritardo della Regione nell’esecuzione del decreto legge che ha stabilito la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. L’ipotesi di progetto è stata studiata da «Promozione e lavoro» con Antonino Calogero, per decenni primario all’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere (Mantova).
Per l’ex casa di riposo, dismessa nel maggio del 2013 in seguito alla realizzazione della nuova Ca’ dei Nonni, si tratta dell’ennesima proposta di recupero, dopo quelle previste dall’ex presidente dell’Ipab Debora Marzotto, che avrebbe voluto un asilo, dall’attuale presidente Stefano Mattiolo, che propenderebbe per un centro per l’Alzheimer, e dalla Prefettura, che a fine settembre aveva ventilato perfino l’ipotesi di una residenza per accogliere i profughi sbarcati nel Sud Italia. In quest’ultimo caso, la sollevazione popolare non si è fatta attendere. Tanto che l’ex consigliere leghista Devid Marin è riuscito a raccogliere ben 900 firme di cittadini contrari ad ospitare richiedenti asilo nell’ex ricovero.
Il centro «pre-Rems» di Albaredo dovrebbe accoglierebbe 20 persone per 10 anni, con un’opzione per altri 10. L’iniziativa di Roveggia ricalca quella già prevista un anno e mezzo fa dallo stesso presidente della coop al «Tezon» di Veronella. La proposta di recupero dell’ex polveriera della Serenissima Repubblica non è però andata in porto perché la Regione ha preferito puntare su Nogara. Tuttavia, Roveggia è convinto che servirà una soluzione intermedia, in attesa del completamento della struttura nogarese, che potrebbe richiedere tre o quattro anni di lavoro.
La replica di Mattiolo è perentoria: «Siamo in scadenza di mandato e non prenderemo una decisione così complessa non solo per il futuro dell’Ipab, ma anche per quello dell’intera comunità albaretana». «Non dobbiamo dimenticarci», sottolinea, «che Villa Grassi Perosini si trova in centro storico, di fronte alle scuole elementari. Questa è una scelta che va compiuta coinvolgendo la nuova amministrazione comunale». Spetterà, pertanto, a Roveggia convincere il futuro sindaco e la sua Giunta.