Il Corriere delle Alpi, 10 gennaio 2016

FELTRE Trenta posti letto in più erano, nelle nuove schede di dotazione sanitaria che hanno premiato il Santa Maria del Prato per l’apporto di Primiero. Ma venti sono già stati dirottati all’ospedale di comunità di Alano (partito con quindici posti letto e ampliato l’anno scorso). E altri sette, saranno “presi” all’ospedale per essere figurativamente collocati nella prima unità riabilitativa territoriale, in sigla Urt, collocata nell’aggregazione feltrino est, quella che unisce i comuni della Pedemontana in destra Piave, e che vede in lizza le case di riposo di Mel e Sedico. Sette posti letto in ospedale, dunque, saranno soppressi, o meglio ridotti, nelle varie unità operative, a scelta ponderata della direzione medica, non appena la Regione darà il via libera alla seconda struttura intermedia per le dimissioni protette del paziente fragile, sul modello appunto dell’ospedale di comunità di Alano. E non appena la commissione giudicatrice costituita in seno all’Usl e presieduta dal direttore del distretto sociosanitario Alessio Gioffredi, deciderà in quale, fra le case di riposo candidate fra Cesio e Sedico, allocare i sette posti letto in palio. Posti sostitutivi, dunque, e non aggiuntivi, tolti dal Santa Maria del Prato e rimessi sul territorio. I centri servizio di Cesiomaggiore, Lentiai, Mel, Santa Giustina, Sedico e Trichiana sono stati invitati a presentare la candidatura e sarà scelto quello che meglio risponde ai requisiti di assistenza protetta e riabilitativa per pazienti dimessi dall’ospedale che hanno bisogno di sostegno prima di tornare a casa o di essere accolti in una Rsa. La prima riduzione di posti ospedalieri ha riguardato pneumologia a seguito dell’ampliamento dell’ospedale di comunità di Alano di Piave. Per arrivare alla capienza di venti posti in questa prima struttura intermedia, se ne sono tolti cinque al reparto ospedaliero. Il piano aziendale dell’Usl 2 prende alla lettera, anche ora che si attiva la seconda struttura intermedia nel feltrino orientale, ciò che ha prescritto nel 2013 la Regione nell’assegnazione delle schede di dotazione ospedaliera e territoriale. La riduzione di posti letto in ospedale, si dice dalla dirigenza dell’Usl, è finalizzata a ciò che chiede e autorizza la Regione che punta sul rinforzo di strutture riabilitative e di accompagnamento alla dimissione del paziente fragile, come appunto nel caso di Alano, senza concedere quote aggiuntive bensì sostitutive: si toglie un po’ di più all’ospedale, magari dai reparti di medicina interna che fanno rete dipartimentale, per dare un po’ di più al territorio.