Giornale di Vicenza 21 marzo

Sulla carta c’è scritto “-334”. Ma già adesso, nell’era dell’Azienda Zero, i conti della sanità veneta per il 2018 indicano un rosso molto più ridotto: 184 milioni di euro. Per ora. Perché la Regione ha già individuato le voci di spesa su cui azionerà i freni per giungere al risultato che non ha mai mancato nell’era Zaia: evitare di chiudere i conti in deficit. Anche a costo di bloccare ancora la nascita di nuove “Medicine di gruppo integrate” e di annunciare una nuova revisione dei “project financing” in atto nel mondo della sanità regionale ed ereditati dal passato.

IL ROSSO DELLE NOVE AZIENDE. Con una delibera d’inizio marzo dell’assessore Luca Coletto, la Giunta ha preso atto che le nove Ulss venete, più aziende ospedaliere e Iov, hanno presentato il loro Bilancio preventivo (Bep). A raccogliere i dati e inserirli nel “cervellone” del Ministero a Roma provvede la nuova Azienda Zero, che elabora anche il bilancio di previsione “consolidato” della sanità veneta. Le risorse a disposizione delle Ulss quest’anno sono già note: la Giunta era arrivata solo a fine anno a definire quelle per il 2017, ma ha deliberato che quella spartizione vale anche per il 2018. A guardare i preventivi delle Ulss emerge che solo una, quella del Veneto Orientale, prevede i conti in positivo. In particolare emergono le previsioni fortemente negative di Venezia (-145 milioni), sia Padova che Verona (-71 milioni), Azienda ospedaliera patavina (-64 milioni) e Ulss pedemontana vicentina (-48 milioni). Sommando, ne esce un deficit di -529 milioni.

IL RIBILANCIAMENTO. Ma qui entra in gioco l’Azienda Zero, operativa nei fatti da quest’anno e con compiti sia da “sala macchine degli uffici” sia di supervisore amministrativa su tutte le altre aziende sanitarie. Il suo bilancio preventivo è positivo di 195 milioni: con la somma dei conti si giunge quindi a un rosso previsto di -334 milioni. Che comunque, rimarca la delibera di Coletto, è in miglioramento di ben il 13,1% rispetto alle cifre di previsione di perdita nel 3° trimestre del 2017. Non solo: come una volta accadeva con il gruzzolo che la Regione teneva in Gsa-Gestione accentrata proprio per far quadrare alla fine i conti, adesso la stessa Azienda Zero ha già attuato un “accantonamento prudenziale” di 150 milioni. Morale: sui conti c’è scritto “-334” ma si legge “-184”. Non c’è paragone con il deficit di oltre mezzo miliardo iniziale, ma anche il -184 per fine dicembre dovrà sparire e giungere a un pareggio di bilancio.

LE VOCI SU CUI SI INTERVERRÀ CON LE FORBICI. È sempre l’Azienda Zero adesso, spiega la delibera, a guidare le danze. Ha già infatti indicato quale sono le voci di “maggiore spesa per quest’anno” su cui si dovrà intervenire. Primo, gli investimenti: sommando le previsioni delle Ulss nel 2018 c’è un aumento di 73 milioni sull’anno precedente (in tutto 186 milioni). Nessun problema: ogni singolo investimento come noto deve essere comunque autorizzato dalla commissione regionale Crite, e quindi Venezia ha già in mano le forbici per intervenire su questa cifra. In ogni caso la Regione stabilirà anche un “tetto massimo per investimenti” quando le Ulss prendono i soldi dal gruzzolo destinato a garantire i Lea-livelli di assistenza per i cittadini. Secondo: l’acquisto di beni sanitari (specie farmaci, emoderivati, dispositivi medici) previsto in aumento di 39 milioni. Anche, stop: saranno fissati “obiettivi di costo pro capite per il 2018” che di fatto ridurranno l’aumento di spesa.

ALT ALLE MGI. E arriva il terzo punto: i costi per i medici di base. Forse non era stato detto così chiaramente, ma già l’anno scorso a Roma hanno bacchettato il Veneto per gli aumenti di costi per i medici di medicina generale (+17 milioni in due anni). Adesso sarebbero previsti altri 7 milioni in più. In ogni caso, sancisce la Regione, resta lo stop all’attivazione di nuove Mgi-Medicine di gruppo integrate, che comportano costi maggiori. E infine ci sono 4 milioni in più quasi tutti per il servizio di biancheria lavanolo dell’Ulss di Treviso più altri costi che rientrano nel locale project financing. Alt anche qui: «Azienda Zero prevede di attivare il monitoraggio sui project financing attivi nelle aziende sanitarie per valutarne l’impatto cui costi e la relativa capacità di finanziamento». Infine una bacchettata alle Ulss: nei loro preventivi forse non tengono conto del minor costo di personale per i trasferimenti che ci sono stati proprio ad Azienda Zero. Con questi calcoli e con altre cifre utilizzabili (ex fondi Gsa, accantonamenti del 2016 non usati e altro) la Regione è tranquilla: “Siamo in strada verso il pareggio dei conti”, tira la conclusioni la delibera. Anche se per ora scriverlo non si può