Gazzettino 10 dicembre

SAN DONA’ – il Comune riorganizza il servizio di assistenza domiciliare per gli anziani. Un progetto-pilota partirà da fine gennaio con un osservatorio di quartiere in un appartamento al secondo piano di una palazzina comunale al civico 3 di via Magello. Non si tratta di uno sportello, ma di un ambiente da cui partiranno gli operatori per riprogettare i servizi per una presa in carico anticipata degli anziani. L’ osservatorio sarà aperto per 8 ore al giorno da lunedì a venerdì e sabato mattina. «La novità assoluta è che l’ufficio si sposta nel quartiere e non si aspetta che i cittadini si rivolgano al Comune, quando talvolta è troppo tardi spiega l’assessore ai Servizi Sociali Maria Grazia Murer l’osservatorio sarà un punto di raccolta e di verifica di richieste ed esigenze delle persone fragili, ossia in condizioni di disagio economico, psicofisico, assenza di relazioni familiari e di comunità». Finora l’assistenza domiciliare è garantita per tre ore alla settimana per un circa centinaio di anziani, oltre al servizio dei pasti e trasporto «ma in futuro servirà operare con una logica diversa continua Murer con l’operatore socio sanitario che non si prende in carico solo il singolo ma un’intera zona, diventando una sorta di operatore di condominio o di quartiere, in grado di monitorare realtà dove ci sono persone autonome ma con fragilità non conclamate, i cui bisogni possano essere segnalati in prospettiva, prima che la situazione si aggravi. In base alle stime nei prossimi 10 anni gli anziani fragili aumenteranno fino a un migliaio e la loro stessa situazione familiare può cambiare». Nel Documento Unico di Programmazione redatto dal Comune gli ultra 65enni sandonatesi sono 8.700 pari al 20,8 per cento della popolazione, l’allungamento dell’aspettativa di vita comporta la necessità di ripensare le politiche per l’anziano fragile. «Questo tipo di servizi devono essere pensati a 360 gradi – continua Murer creando una collaborazione sempre più stretta tra il Comune, la casa di riposto Monumento ai Caduti, l’ Asl 10 e le associazioni di volontariato». In questo senso a fine gennaio terminerà un’ apposito corso di formazione rivolto ad una ventina di operatori del comunali, dell’ ipab e dell’azienda sanitaria.