PIEVE DI SOLIGO L’asilo è in rosso, non ci sono i soldi per accantonare il Tfr delle maestre e del personale dipendente. Arriva dalla scuola materna parrocchiale Solighetto un nuovo allarme legato alla sopravvivenza dei piccoli asili: il parroco, don Giuseppe Nadal, ha convocato il consiglio pastorale per lunedì prossimo, mentre un gruppo di volontari inizierà una serie di raccolta fondi per salvare la scuola materna di via Fabbri. La colpa della crisi di liquidità è da imputare, secondo parroco e sindaco, ai ritardi nei pagamenti della Regione, che (a Pieve come in altre realtà) eroga i contributi in conto gestione con ritardi divenuti ormai insostenibili. Nelle scorse settimane, ad esempio, il Comune di Valdobbiadene ha anticipato i contributi per il nido “Gesù Bambino”, altra realtà in crisi. «Solo la settimana prossima, dopo il consiglio pastorale, sapremo con precisione le cifre di cui abbiamo bisogno» spiega don Giuseppe, in prima linea nella difesa dell’asilo di Solighetto «ma posso assicurare che il personale finora è sempre stato pagato». Il parroco conferma che il problema è legato non agli stipendi ma all’accantonamento del Tfr, somma che viene erogata al momento della cessazione del rapporto di lavoro, ma che un dipendente, per necessità personali, potrebbe richiedere anche prima. A Solighetto, una maestra oggi non potrebbe chiedere la sua anticipazione perché il Tfr da alcuni mesi non viene versato («Come in molte altre scuole», commenta amaro don Giuseppe). Anche nel foglietto parrocchiale il sacerdote ha voluto rendere pubblico il problema: «Il consiglio affari economici si è riunito insieme al consiglio della scuola materna e ha preso in considerazione il consuntivo del 2014. A causa della diminuzione dei contributi della Regione e del ministero, ci troviamo con un notevole deficit. Abbiamo quindi costituito un’équipe di persone stimate, che amano la scuola, per informare la comunità e promuovere iniziative per potenziare l’istituzione». I mancati trasferimenti rischiano di causare qualche grattacapo anche nelle altre materne del Comune: «I pagamenti in ritardo della Regione sono un problema noto» spiega il sindaco di Pieve, Stefano Soldan «nel 2014 come amministrazione abbiamo erogato qualche risorsa in più, confermata quest’anno, ma non abbiamo altro da dare e se non arrivano i fondi siamo in crisi. Una situazione grave, molto sentita dalla cittadinanza, e conosciuta dalla stessa Regione, cui abbiamo fatto presente il problema». Il caso era partito da Valdobbiadene circa un mese fa. È ancora insoluto il saldo del contributo promesso all’asilo del paese per il 2013, mentre mancano del tutto i circa 26mila euro promessi per il 2014. «Tali inopinati ritardi» denunciano i dirigenti dell’asilo di Valdobbiadene «hanno determinato un notevole disagio economico, con evidente crisi di liquidità che impedisce di far fronte agli impegni indifferibili, quali il pagamento degli stipendi al personale e gli oneri verso gli enti previdenziali». Insegnanti e amministratori stanno facendo i salti mortali perché del caos burocratico, e della crisi di liquidità, non si accorgano i bimbi e i loro genitori. Ci stanno riuscendo con grandi sforzi, e anche con i contributi che il Comune è costretto ad anticipare: 12 mila euro stanziati il 12 gennaio, e ora altri 10 mila per far fronte alle spese correnti.