PEDEROBBA Moreno Lando, presidente della coop Athena e Ipas, che ha ottenuto 9,3 milioni di contributi dal fondo di rotazione, per i progetti di un centro disabili a Laggio di Cadore, e una struttura di recupero per ex detenuti a Monselice (entrambe sotto inchiesta della Corte dei Conti, ma anche della Regione), è beneficiario dal 2013 di un altro contributo dello stesso fondo, inizialmente di 800 mila euro, per un progetto a Pederobba. Quello di 4Autism, un casale per ragazzi autistici. Lando, a marzo 2013, è subentrato nell’associazione, nata due anni prima da una costola della fondazione Oltre il Labirinto di Treviso. Con altri due soci: Diego Dainese, suo vice in tre coop da lui guidate (Athena, Ipas e la patavina Bramasole) e Federica Levorato Tognato, poi uscita. A maggio 2013 c’è il recesso dei vecchi soci. E 650 mila euro restanti di dote. Allo stato, il progetto deve ancora decollare, su quel terreno acquistato a suo tempo dai vecchi soci trevigiani. È Mario Paganessi, direttore di Oltre il Labirinto, primo presidente di 4Autism, a raccontare il caso, non senza lesinare accuse alla Regione per le modalità di gestione dei progetti. In particolare, la lievitazione delle spese imposte all’associazione su perizie e atti. «Ci è parso chiaro che tecnici e professionisti dovevano essere quelli decisi dalla Regione…». Paganessi, partiamo dal principio. «Molti genitori di Oltre il Labirinto, fra cui il sottoscritto, volevano creare una struttura per i nostri figli autistici, nell’ottica del “dopo di noi”. Così è nata 4Autism, per non coinvolgere le altre famiglie della fondazione. Aveva sede a Treviso». E fate domanda per accedere al fondo di rotazione…. «Sì, c’era un terreno a Pederobba, costava 130mila euro. La Regione, per il terreno e la struttura, ci stanzierà 800 mila euro. Ma dal 2012 cominciamo i problemi: spariscono soldi dalla cassa, 61 mila euro, denunciamo una socia per appropriazione indebita, poi condannata. Compriamo il terreno, la Regione ci dà 150mila euro. Ma sorgono nuovi problemi». Ma sono 20 mila euro più del costo del terreno. «Sì, ma dobbiamo pagarne altri 18 mila per l’ipoteca. E poi comincia il salasso perizie. Un architetto ci fa quella giurata sul terreno: 800 euro. La inviamo in Regione, ma viene respinta: dev’essere redatta da altro professionista, che la Regione ci invia da Rovigo. Costo: 3mila euro. Mi arrabbio: se a ogni passaggio i costi lievitano così, per aiutare disabili….Poi le prescrizioni per gli arredi: oh, è un casale, mica un centro Nasa… A quel punto penso all’entità del debito, a tutte queste migliaia di euro in più, alle nostre forze. Meglio fermarsi, convoco i soci ». E cosa fa? «Contatto il dirigente regionale Modolo, gli spiego le nostre perplessità, critico le loro imposizioni. Dico che non siamo in grado di affrontare l’onere, che vogliamo rinunciare. Ovviamente rimborsando i 150 mila euro ricevuti per il terreno». E Modolo cosa vi risponde? «Che stiamo creando un caso, che la rinuncia non è prevista nel bando, che nessun altro ha rinunciato. Che deve valutare la nostra decisione. Noi la formalizziamo con un fax in Regione il 21 gennaio 2013». E il progetto? «Decidiamo di realizzarlo altrove, a Godega, con le nostre forze, in piena autonomia» E 4 Autism? «Poco dopo il colloquio con Modolo, mi telefona Moreno Lando. Si presenta come presidente della coop patavina Bramasole. Mi dice che è un peccato che il progetto non si realizzi, mi chiede dettagli del progetto, mi prospetta un loro subentro accollandosi anche il terreno e la restituzione del contributo. Elaboriamo un percorso. Il 21 marzo lui, Dainese e Levorato entrano come soci in 4Autism; il 3 maggio recediamo noi soci trevigiani. Io e altri sei, tutti i fondatori» . E 4Autism diventa un’altra realtà che fa capo a Lando? «Da allora siamo fuori, ci siamo concentrati sul nostro progetto di Godega. Allora non sapevo nemmeno chi fosse Lando, né era emerso quanto viene fuori adesso» A freddo, come valuta le vostre scelte? «Abbiamo fatto bene. La legge è sbagliata, per realtà pure e sane come la nostre i finanziamenti sono un bagno di sangue. Mi scandalizzano gli oneri accessori su progetti destinati a disabili e persone svantaggiate. Il tasso zero è una sirena. Ma il progetto stava in piedi, certo non in quel contesto» C’è chi dice che il fatto che Annalisa Basso, dello staff di Sernagiotto in Regione, sia vostra vicepresidente abbia creato una corsia privilegiata. «Falso. È vicepresidente da poco più d’un anno, non a quell’epoca. Si è avvicinata alla fondazione solo dopo».