Giornale di Vicenza 20 gennaio

Tra gli obiettivi ce ne sono due che sono lì, in cima alla lista della cose da fare: accelerare su ospedale di comunità e medicina di gruppo. Il nuovo direttore generale dell’Ulss Giovanni Pavesi ha un elenco di priorità già chiare in testa ed una convinzione, che traduce in un appello: «Il S.Bortolo ha bisogno di essere amato di più dai vicentini». Un pensiero che, poco dopo, esplicita così: «Questo è un ospedale che ha le potenzialità per giocare in Champions League, perché è composto da una squadra di professionisti straordinari, ma per raggiungere certi livelli ci dobbiamo spendere tutti e l’ospedale deve avere anche un contesto politico attorno che lo sostiene». Il tono è pacato, il messaggio preciso. Pavesi lo dice a chiare lettere, durante la sua prima uscita pubblica, quella andata in scena ieri davanti alla commissione comunale al Sociale. Con il suo presidente, il consigliere Raffaele Colombara, che non ha tentennamenti: «Noi ci siamo». E rimarca: «Da parte nostra c’è la ferma intenzione di lavorare insieme, per raggiungere obiettivi condivisi. Siamo pronti a stare a fianco del nostro ospedale perché sia messo nelle condizioni di giocare in Champions come merita. La nostra attenzione e il nostro impegno sono massimi. Ricordo un dato: su 9 milioni di bilancio dedicati al Sociale, 4 milioni e mezzo sono gestiti con l’Ulss e riguardano la non autosufficienza e la rete degli anziani».Tanti i temi toccati ieri in commissione, alla presenza anche di diversi rappresentanti del mondo sociale vicentino e dell’assessore Isabella Sala. E se i consiglieri mettono sul tavolo l’elenco delle criticità, Pavesi non si sottrae. Con una premessa: «Sto ancora prendendo contatto con l’azienda ed il territorio. Questo incontro, forse, in questo momento è più utile a me per capire problematiche e aspettative». I membri della commissione non se lo fanno ripetere due volte: Valentina Dovigo di Sel pone l’accento sulla situazione del pronto soccorso, Stefano Dal Prà Caputo va dall’ospedale di comunità alla medicina di gruppo passando per le liste d’attesa e la “variatiana” Lorella Baccarin, che all’ospedale ci lavora, propone, parlando di pronto soccorso, una corsia preferenziale «per persone diversamente abili ed anziani». Pavesi, uno ad uno, toccata tutti i nodi aperti. Sulla medicina di gruppo: «Deve trovare un’efficacia effettiva, che significa ambulatori aperti 12 ore al giorno, con la presenza di medico, infermiere, personale amministrativo». Un servizio, questo, che permetterebbe anche di affollare meno l’ospedale. «La seconda sfida – aggiunge Pavesi – è quella di concretizzare l’ospedale di comunità, una delle prime voci in agenda». Altre questioni aperte: «C’è una forte carenza di personale, tutta l’area chirurgica è in sofferenza». Come bisogna intervenire sulla carenza di attrezzature: «Una tac nuova, ad esempio, va comprata. Questo per me viene prima dell’obiettivo di pareggio di bilancio». E sul pronto soccorso: «Vanno migliorati i percorsi dentro l’ospedale». Pavesi chiude con una promessa: «Tra tre mesi sono disponibile per un nuovo incontro».