L’ulivo centenario, a un passo dall’ingresso, è l’anima del polo «Patrizia Ferri» di via Casaburi. «Questa pianta è un po’ come noi: simbolo di serenità, pace ma anche resistenza», commenta un operatore col sorriso soddisfatto. 
In effetti, di resistenza ce n’è voluta parecchia: una decina d’anni di polemiche, un’inaugurazione fantasma (la struttura nuova, arredata di tutto punto, dal 2007 è rimasta vuota e mai pienamente utilizzata fino ad oggi) e una scia di proposte e controproposte da capogiro. E proprio partendo da questo, nel giorno del taglio del nastro, Comune e genitori dei ragazzi disabili che la popolano, cantano vittoria. A cominciare dalla mamma di Paolo, che non dice il suo nome ma racconta la sua esperienza: «Il mio ragazzo qui sta bene. Sorride, è allegro e vive una vita perfettamente normale. Noi genitori facciamo di tutto, ma spero che voi – e si rivolge soprattutto a sindaco e assessore – facciate ancora di più. Ho lottato tutta la vita per mio figlio, insieme a mio marito che si sta spegnendo a causa della sclerosi multipla. Lui ha diritto a trovare stimoli per migliorare, non per peggiorare».
Allora ecco che la nuova casa di 2.000 metri quadrati per ragazzi e adulti speciali si apre (questa volta davvero) al quartiere Cittadella. Da fine febbraio il polo, nel cuore del Cittadella, ospita due gruppi di persone con disabilità gravi. Sono 18 i posti disponibili in servizio residenziale, che si sommano ai 12 del centro diurno, di cui 8 già da tempo operativi. La struttura, di proprietà di Asp Ad Personam, è stata accreditata nei mesi scorsi alla coop Aurora Domus in relazione al centro diurno, alla coop Insieme, che si è trasferita da Gaione in uno dei due residenziali, mentre il secondo è stato accreditato all’Ati composta da Aurora Domus e dalla Coop Insieme.
«Dopo due anni in trincea per superare le opposizioni di chi non voleva l’apertura del centro – va dritto al sodo, il sindaco Federico Pizzarotti, durante l’inaugurazione – siamo finalmente riusciti a valorizzare questa struttura, che è un patrimonio della collettività. E oggi si può capire anche cosa si è perso a lasciarla vuota per tanto tempo». L’assessore al Welfare, Laura Rossi, dopo aver ripercorso le fasi tortuose che hanno portato all’apertura del centro, commenta: «Il polo è oggi il perno attorno a cui ruotano tutti i servizi e abbiamo la possibilità di ampliare il numero delle persone da assistere».
Soddisfatto anche chi ha creduto fino in fondo al progetto: a cominciare da Giuseppina Ciotti, direttore del distretto Ausl di Parma, Marco Giorgi, amministratore di Ad Personam, (l’Asp titolare dell’immobile), che ha ricordato come la casa sia stata di fatto aperta in anteprima per accogliere 39 anziani di Villa Parma dopo l’alluvione, e i rappresentanti delle due cooperative alle quali è stata affidata la gestione dei servizi, Marina Morelli (Aurora Doms) e Matteo Ghillani (cooperativa sociale «Insieme»).