La Repubblica – Parma
8 ottobre

La Madonna è tornata al suo posto. Vigila di nuovo sull’Ospedale delle Piccole Figlie. Un anno fa il giardino e il parcheggio erano un lago di fango. La statua della Vergine sembrava perduta, come la struttura, piegata dalla furia delle acque del Baganza, e costretta allo stop per poco meno di due mesi. E’ passato un anno dal 13 ottobre 2014. La cappelletta che ha ritrovato la sua icona è il simbolo della rinascita dell’Hospice, restituito alla piena attività.
Le ferite sono state curate, ma non si sono ancora rimarginate. Il ricordo di quei drammatici minuti è vividamente scolpito nella memoria dei dipendenti dell’ospedale. Qualcuno non ce la fa a raccontare. Altri si emozionano quando rivivono gli istanti in cui lottavano contro l’ondata d’acqua, che come uno Tsunami si era riversato sulle Piccole figlie.
“Una roba velocissima” dice Michela Morini. Lei era agli sportelli dei poliambulatori. Sono bastati pochi minuti al Baganza per cancellarli dalla faccia della terra. “E’ stato un attimo, abbiamo sentito tremare il pavimento, e in pochi secondi si è riempito tutto”.
“E’ stato il caos” dice Danilo Fecoli. L’onda del Baganza è come se ancora l’avesse davanti agli occhi, al pari delle auto che la furia delle acque scagliava ovunque, quasi fossero giocattoli. “Abbiamo spalato fango, pulendo e recuperando tutto il possibile” ricorda Michela Bizzarri, infermiera. Uno sforzo che sembrava titanico, ma che ha consentito di restituire alla città l’ospedale, che ha riportato danni per nove milioni di euro e che deve affrontare ulteriori lavori per oltre tre milioni di euro.
“Un anno dopo – dichiara Mario Pinazzi, responsabile dell’Economato – ci sentiamo più stanchi e forse per questo abbiamo paura dell’acqua”. Ma poi aggiunge: “Gli interventi fatti sul torrente ci fanno stare tranquilli”. Il 13 ottobre è una ferita ancora da rimarginare.