PADOVA Emergenza personale nel mondo della sanità padovana. Tanto che, ieri, il sindacato ha lanciato un pesantissimo allarme: c’è il rischio di interruzione di pubblico servizio in alcuni reparti e strutture, a cominciare dal laboratorio analisi dell’Usl 16. O si provvederà ad alcune assunzioni, cinque per superare la fase critica, da fare entro pochissimo tempo oppure – spiega il sindacato – il laboratorio a cui fanno capo gli ospedali Sant’Antonio, Piove di Sacco e i punti per il prelievo del sangue distribuiti nel territorio, sarà costretto allo stop. Il problema è esploso ieri all’Usl 16, dopo l’incontro tra la direzione dell’ente di via degli Scrovegni e Cgil-Cisl e Uil Sanità, ma interessa da vicino anche Azienda Ospedaliera e Iov che si trovano in situazioni simili. Al centro della discussione, dunque, il piano ferie dei dipendenti per il periodo dal primo giugno al 30 settembre: gli infermieri chiedono che vengano garantiti loro, in questo arco di tempo, 15 giorni effettivi di ferie. All’apparenza una mera questione interna all’ambiente di lavoro. Ma non è così: la carenza di personale in alcuni reparti è talmente pesante da pregiudicare, con l’arrivo delle ferie, il servizio per i cittadini. Per questo il sindacato chiede assunzioni urgenti all’Usl 16. Per l’esattezza: 35 infermieri, 18 operatori sociosanitari, 7 assistenti sanitari (gli addetti alle vaccinazioni). Il laboratorio a rischio La situazione più grave, sottolineano Giancarlo Go per Cgil, Fabio Turato per Cisl e Stefano Tognazzo per la Uil, è quella al laboratorio analisi dell’Usl 16. «Servono cinque tecnici», spiegano i sindacalisti, «o si trovano soluzioni immediate o si rischia l’interruzione di pubblico servizio». E se la situazione non è altrettanto drammatica, altri sono però i reparti in grave sofferenza negli ospedali dell’ente: «Geriatria, Medicina d’Urgenza, Medicina», snocciola il sindacato, «E poi gli infermieri domiciliari che sono sempre meno». Quello dell’organico è un problema cresciuto nel corso del tempo: «C’è prima di tutto una questione legata al turn over», spiegano Cgil-Cisl e Uil, «A questo si aggiungono le mancate sostituzioni per gravidanze e malattie». E l’organico dell’Usl 16, vale a dire 1.127 infermieri, 451 operatori sociosanitari e 355 amministrativi, risulta insufficiente a far fronte alle esigenze. La gravità della situazione, in particolare quella del laboratorio analisi, non viene negata dalla direzione dell’Usl 16: «Siamo carenti di personale», conferma il direttore generale Urbano Brazzale, «per evitare l’interruzione del servizio abbiamo pensato al laboratorio analisi come struttura dipartimentale e mandato una nota alla Regione a tale proposito». Semplificando: l’obiettivo è quello di un laboratorio unico tra Usl e Azienda Ospedaliera. Nel frattempo l’Usl punta a far rientrare una parte dei tecnici attualmente presenti in Azienda, ma in carico a via degli Scrovegni (effetto della divisione interaziendale). In arrivo 18 infermieri Va detto comunque che la direzione dell’Usl 16 non è rimasta con la mani in mano: lo scorso inverno, infatti, aveva deliberato l’assunzione di 18 infermieri, ma solo 5 avevano accettato. Giovedì scorso, il direttore generale ha firmato una nuova delibera per la copertura dei 13 posti rimanenti. Assunzioni sono previste anche per gli operatori sociosanitari. E non basta: verrà fatta una mappatura delle figure che possono avere una riconversione professionale (amministrativi con la qualifica di infermieri). Graduatorie contese Ma anche l’Usl ha le mani legate perché è la Regione a dover autorizzare le assunzioni. E perché, malgrado il via libera veneziano, si verificano a volte pesanti ritardi dovuti all’indisponibilità degli enti che hanno bandito i concorsi a mettere a disposizione le proprie graduatorie. Così chi deve assumere non può farlo perché altri enti non concedono la lista degli assumibili. Lo dice l’Usl 16, lo confermano i sindacati: «Questo succede perché l’ente che ha indetto il concorso e che attinge dalla graduatoria per incarichi a tempo determinato, forma il proprio personale. E non accetta di buon grado di vedersi portare via da un altro ente un lavoratore che ha preparato. Chiediamo alla Regione di farsi portavoce con le Usl del Veneto affinché mettano a disposizione in tempi rapidi le graduatorie a chi fa richiesta di personale», sottolineano Cgil, Cisl e Uil.