Il Mattino di Padova, 10 maggio 2019

PADOVA – Dalla nostra provincia, dove le persone con più di 75 anni hanno superato numericamente i minori di 15 anni, si leva il grido d’allarme delle sigle di categoria dei pensionati. Ieri al teatro Geox si è svolta l’assemblea unitaria di Spi Cgil, Pnp Cisl e Uilp, a cui hanno partecipato 1.400 delegati da tutto il Nord Italia, 500 dal Veneto, contemporaneamente ad altre due assemblee territoriali analoghe a Roma (Centro) e a Napoli (Sud), per lanciare la grande manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma il 1 giugno, spostata da piazza del Popolo alla più capiente piazza San Giovanni per l’alto numero di adesioni.
LE RICHIESTE. In primo piano ci sono rivendicazioni fiscali e sul potere d’acquisto delle pensioni nei confronti del governo Cinque Stelle-Lega, a cui le sigle confederali chiedono inoltre interventi sulla sanità e una legge sulla non autosufficienza. In ambito regionale invece dito puntato sulla giunta Zaia, che ancora non ha recepito la riforma delle Ipab con una propria legge. A far esplodere il malcontento dei pensionati è stata la decisione di non dare seguito nella Legge di Bilancio 2019 all’accordo sulla rivalutazione del potere d’acquisto delle pensioni, stipulato nel 2016 con il governo precedente.
3,5 MILIARDI IN MENO. Con i nuovi scaglioni introdotti è stato calcolato che in tre anni i pensionati italiani perderanno complessivamente 3 miliardi e mezzo. In Veneto saranno colpiti oltre 530 mila pensionati su un totale di 1.260 mila. «Finora non abbiamo avuto risposte dal governo, se non in forma evasiva», sottolinea Debora Rocco, segretario generale Uilp Veneto. «Il 1° giugno dobbiamo essere in tanti perché i diritti e la salute della fascia più anziana della popolazione riguardano tutta la società».
PIÙ VECCHI CHE GIOVANI. È un punto di vista che assume particolare rilievo a Padova e provincia, come sottolineato dal segretario provinciale della Spi Cgil, Alessandro Chiavelli attraverso un dato emblematico: «Nel 2018 il numero di persone over 75 ha superato quello degli under 15. C’è in atto un grande cambiamento sociale per l’invecchiamento progressivo della popolazione. Per questo è determinante che il governo faccia una legge sulla non autosufficienza. Non ne hanno bisogno solo anziani e pensionati ma tutte le famiglie, in cui ormai i figli devono lavorare fino a 70 anni e faticano a trovare tempo e risorse economiche per sostenere familiari non più autosufficienti». In ottica regionale arriva l’affondo alla giunta Zaia sulla mancata riforma delle Ipab: «Il Veneto è l’unica regione, insieme alla Sicilia, che non ha ancora recepito la legge nazionale del 2000, alla faccia dell’autonomia», ha detto Vanna Giantin, segretario regionale Fnp Cisl.