Il Mattino, 14 gennaio 2016

Una struttura di housing sociale dove ospitare anziani soli. Da qui potrebbe ripartire il piano di salvataggio della storica Fondazione Breda, con più di un secolo di storia alle spalle, ormai in liquidazione con più di 30 milioni di debiti destinati a crescere. Ieri pomeriggio, a Palazzo Moroni, l’assessore regionale ai servizi sociali Manuela Lanzarin e il neocommissario liquidatore Cristian Centenaro, hanno incontrato il sindaco di Padova per cercare una formula di collaborazione che possa sanare i conti dell’ente che dal 1905 aiuta bambini e anziani. La Fondazione, commissariata da quasi quattro anni, dopo la disastrosa gestione che ne ha dissipato le ricchezze, non riesce a vendere i suoi beni e di conseguenza pagare centinaia di creditori e di microcreditori, tra cui gli ex dipendenti. Tra le varie ipotesi per ripartire è emersa proprio quella di realizzare una nuova struttura per anziani nel fulcro delle proprietà della Fondazione, a Villa Breda, magari allargando l’istituto Configliachi (oggi scorporato dalla Fondazione e dato in gestione): «È solo un’idea nata durante l’incontro con il sindaco, ma bisogna capire se la città ne ha la necessità», ha risposto l’assessore Lanzarin, «ed è questo il punto di partenza: conoscere l’esigenza sociale del territorio, e poi lavorare in quella direzione. La priorità è quella di un piano di rientro, considerati i debiti altissimi della Fondazione, e per farlo bisogna fare una ricognizione reale delle proprietà e decidere come valorizzarle». Ad occuparsene sarà l’avvocato Centenaro, appena nominato, che ieri si è impegnato personalmente anche con il sindaco a svolgere tutti gli accertamenti. Lo stesso primo cittadino avrebbe mostrato volontà di collaborazione, promettendo di intercettare i bisogni della città e, in base a questi, cercare di valorizzare le proprietà Breda. Per tutto questo, però serve denaro liquido. Soldi che, attualmente, a meno che Comune e Regione non decidano di partecipare anche economicamente al rilancio, possono arrivare solo dalla vendita. «Ci siamo dati al massimo due mesi per rivederci e confrontarci nuovamente. Non sarà facile, considerato che la maggior parte delle proprietà sono terreni», ha chiuso Lanzarin.