La Nuova di Venezia e Mestre, 25 aprile 2019

Per arginare l’emigrazione dei pazienti oncologici dal Veneto orientale al Centro oncologico di Aviano, la Regione corre ai ripari. Potenziando l’attività ambulatoriale nell’ospedale di Portogruaro, in stretta collaborazione con lo IOV, l’Istituto oncologico veneto di Padova, specializzato nella diagnosi e nella cura dei malati di tumore. Una decisione inserita all’interno delle nuove schede regionali che il direttore generale dell’Usl 4, Carlo Bramezza, ha colto immediatamente per gettare le fondamenta del nuovo servizio all’ospedale di Portogruaro, argine naturale contro le fughe verso il Friuli. Fughe che rappresentano una minaccia costante, perchè tanti pazienti ai confini del Veneto orientale si sono rivolti ad altre strutture ospedaliere, quali il vicino ospedale di Latisana, piuttosto che Aviano nel caso della ricerca e degli interventi chirurgici nei casi di tumore. Ora è arrivato il momento di fermare questa emorragia.
Lo IOV, Istituto Oncologico Veneto, è il primo istituto del destinato alla prevenzione, diagnosi e cura dei tumori e alla ricerca sul cancro. Nasce per garantire l’assistenza più avanzata ai malati neoplastici e contemporaneamente portare avanti la ricerca biomedica per assicurare le cure migliori e scientificamente più avanzate per i pazienti. E’ stato istituito con la legge regionale 26 del 22 dicembre 2005, ed è un ente con personalità giuridica di diritto pubblico, operante in conformità con gli obiettivi della programmazione sanitaria regionale. Ha anche avuto dal Ministero della Salute il riconoscimento a Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.). Per questo unisce alle prestazioni di ricovero e cura di alta specialità, la contestuale attività di ricerca nel campo biomedico ed in quello dell’erogazione e gestione dei servizi sanitari. Svolge così attività assistenziali e di ricerca in collaborazione, attraverso specifiche convenzioni con l’Azienda Ospedaliera, l’ULSS 16 e con l’Università degli Studi di Padova.
Direttore generale dello Iov è Giorgio Roberti, già dg nelle aziende sanitarie di Treviso e di Bassano del Grappa. Direttore scientifico è il professor Giuseppe Opocher.
Il direttore generale dell’azienda sanitaria del Veneto Orientale, Carlo Bramezza, è già al lavoro con il suo staff e non ha perso tempo, neppure durante le vacanze di Pasqua. «Le schede regionali» precisa il direttore generale, «prevedono questi insediamenti di attività ambulatoriali all’ospedale di Portogruaro appunto con l’Istituto oncologico veneto. L’obiettivo è mantenere i pazienti nella rete oncologica della nostra regione. I pazienti potranno essere visitati grazie alle, competenze, risorse e al personale dello Iov organizzato qui in un’attività ambulatoriale. Successivamente potranno essere destinati direttamente all’oncologia di Portogruaro o alle altre specialità a seconda dei casi. Altrimenti verranno destinati all’attività chirurgica che, sempre come stabilito dalle schede regionali, sarà concentrata all’ospedale di Castelfranco. In questo modo la Regione ritiene che possano essere evitare le fughe verso Aviano e il Friuli Venezia Giulia».